Cronaca

In migliaia per l'ultimo saluto a Corioni: “Pres, di più nella vita non potevi fare”

© Bresciatoday.it

OSPITALETTO. Il dolore di una famiglia, del calcio bresciano, di una comunità intera racchiuso in una chiesa parrocchiale di provincia, troppo piccola per contenere le lacrime e i singhiozzi di migliaia di persone. Personalità sportive, autorità, calciatori, tifosi e semplici cittadini, non mancava nessuno al funerale di Gino Corioni (qui la fotogallery).

Una fiumana di persone ha accolto, tra gli applausi, la bara del presidente del Brescia degli anni migliori. “Gino, numero 1”, c’è scritto sulla maglia delle Rondinelle che avvolge la bara, una scritta che riassume il pensiero di molti. 

Toccanti le parole di Don Claudio Paganini, padre spirituale del Brescia, che nell’omelia funebre ha tracciato un caloroso profilo di Corioni, come padre di famiglia, imprenditore e presidente del Brescia calcio: “Pres di più nella vita non era possibile fare, sei stato protagonista nella vita, come nella morte.”

Commovente il messaggio letto al termine della cerimonia dalla figlia Antonella: “Caro papà, è arrivato il tanto temuto momento, sapevo che prima o poi sarebbe successo, ma per me non sarebbe mai dovuto arrivare. Anche adesso che te ne sei andato, non mi hai lasciato sola, perché sarai sempre dentro di me. I tuoi insegnamenti saranno per sempre un esempio di vita, dammi la forza di potermi occupare della nostra famiglia. Grazie Pa.”

“Tu mi hai reso una persona fortunata e questo non me lo toglierà nessuno”, ha detto tra le lacrime la figlia Ilaria. Anche la moglie Anna ha voluto salutarlo con un messaggio pubblico, letto per lei da un’amica di famiglia: “Il tuo cuore lo porto con me, lo porto nel mio. Dove vado io, viene anche tu, mio caro.”

Infine il toccante ricordo degli amici di Ospitaletto: “Noi ragazzi di paese siamo diventati grandi nella tua ombra. Ci lasci in eredità tante cose, una su tutte, il culto della famiglia”.

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