Cronaca

Un blackout e un respiratore che non va più: muore malato di SLA

Un temporale fortissimo e la luce che non torna: il suo respiratore artificiale non riparte, il cuore di Davide si ferma. Il padre indignato: "Da tempo chiedevamo delle batterie d'emergenza". Lunedì mattina i funerali

Ha perso la vita a poco più di 44 anni il geometra Davide Premoli di Orzinuovi, da due anni costretto immobile sul letto a causa di una battaglia difficilissima con la SLA, la sclerosi laterale amiotrofica. Il 30 luglio scorso il colpo del decisivo ko, un temporale violento e un black out improvviso, la corrente che non torna e il suo respiratore, il macchinario che più di tutti lo tiene in vita, che non accenna a riaccendersi. Il tempo passa, il suo cuore si ferma.

Un martedì nero, anzi nerissimo. Per la famiglia, per gli amici, per chi con lui ha lottato con la testa e con il cuore. “Mi auguro si sia trattata solo di una tragica coincidenza – ha spiegato papà Gregorio – Avevamo chiesto tante volte, agli uffici sanitari e amministrativi, di fornirci delle batterie d’emergenza”. Forse una ‘falla’ burocratica, i tempi d’attesa ancora una volta troppo lunghi.

A nulla sono serviti i soccorsi seppur repentini, il massaggio cardiaco, la respirazione forzata, la corsa in ospedale. Quando il cuore si ferma, si ferma. Anche in un martedì piovoso, anche per un attimo sbagliato.

Nell’amarezza un pizzico di speranza: Davide ha donato gli organi, racconta il padre, “un’idea che gli stava in testa da sempre”. Lunedì mattina, a Orzinuovi, i funerali.

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