Tortura e maltratta il suo cane per mesi: "Volevo vederlo morire"

La storia di Bullo, un cane Corso, ritrovato fin di vita all'inizio di marzo nelle campagne tra la Bassa Bresciana e il Cremonese. Denunciato il proprietario: un 53enne di Orzinuovi

Legato a un catena, lasciato  per giorni senza cibo. Torturato e maltrattato proprio dalla persona della quale più si fidava: il suo padrone. Sarebbe morto di stenti, in breve tempo. A dare una nuova speranza a Bullo (così il cane è stato ribattezzato dai veterinari che lo hanno preso in cura) è stata una persona che si è accorta dei  maltrattamenti e ha deciso di salvarlo, liberandolo dalla catena. 

Ha vagato per giorni, nelle campagne della Bassa Bresciana, in cerca di aiuto: lo hanno trovato al di là dell’Oglio, ai primi di marzo mentre barcollava lungo una strada di Soncino. Nel comune del Cremonese per Bullo è cominciata una nuova vita, fatta di cure e amore. L’esemplare di Corso è stato portato alla Clinica Veterinaria di Crema: denutrito, anemico, sofferente, sul suo corpo ecchimosi e bruciature di sigaretta. Quando la veterinaria Laura Gatti l’ha preso in cura, Bullo pesava solo 19 kg, meno di un terzo del peso idoneo a un cane della sua razza. Mentre i medici iniziavano la battaglia per rimetterlo in forze, sui social si è scatenata una vera e propria gara di solidarietà. Nel frattempo le forze dell’ordine avviavano un’indagine per risalire al padrone. 

Dalla sofferenza alla ripresa: le condizioni di Bullo sono progressivamente migliorate, mentre l’ago della bilancia si sposta ogni giorno un po’ più a destra: avrebbe già messo 10 kg. E’ fuori pericolo, ma per l’affido è ancora troppo presto: prima di trovare una nuova casa e una famiglia che lo accolga con amore dovrà  riprendersi del tutto.  

La terribile storia si è chiusa nei giorni scorsi, quando i Carabinieri di Soncino hanno individuato l’artefice dei brutali maltrattamenti. Una denuncia anonima ha portato i militari a bussare alla porta di un agricoltore di Coniolo, frazione di Orzinuovi. Il 53enne avrebbe ammesso tutto: “Volevo vederlo morire”, avrebbe detto durante l’interrogatorio in caserma.

Per l’uomo è scattata una denuncia e tra poco comparirà in un’aula del tribunale di Brescia. Dovrà rispondere di maltrattamenti e rischia dai tre ai diciotto mesi di carcere e una multa da 5mila a 30mila euro.

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