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Bruciata viva sul balcone: "Avrei dovuto ucciderla molto prima"

Un'ultima intercettazione telefonica che potrebbe peggiorare la situazione di Aishe Vrapi, la giovane accusata di aver bruciato viva la suocera, circa 3 anni fa. Per l'accusa è omicidio e merita 18 anni di carcere

“Avrei dovuto ucciderla molto prima”. Sono le parole che sarebbero emerse da una recente intercettazione e che potrebbero incidere nuovamente in negativo sulla situazione giudiziaria – il processo è tra un mese – di Asihe Vrapi, la giovane donna albanese accusata di aver bruciato viva la suocera Nurjie Prezie.

La 71enne venne trovata carbonizzata sul balcone della casa del figlio di Via Internazionale a Orzinuovi, ormai quasi tre anni fa: era l'autunno del 2013. In prima battuta l'autopsia sembrava aver confermato il suicidio: la donna, dopo aver litigato con la nuora di 30 anni, si sarebbe data volontariamente alle fiamme.

Ipotesi poi smentita con il passare delle indagini: per l'accusa non ci sono più dubbi, si è trattato di omicidio. Il pm Ambrogio Cassiani avrebbe chiesto 18 anni di carcere per la donna accusata. Nelle ultime settimana una nuova intercettazione, e che aggraverebbe appunto la sua situazione.

“Avrei dovuto ucciderla prima”. Ma la donna si difende, dice di non averlo mai detto. Si sarebbe detta preoccupata per le condizioni della suocera, aveva paura potesse suicidarsi. Poi qualcosa di terribile è successo davvero. E Nurjie Prezie è morta bruciata viva.

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