"Orgoglio Brescia": l'albero della vita.. prende vita

Finita l'imponente struttura simbolo dell'esposizione milanese e centro di polemiche nei mesi scorsi. Soddisfatti enti e imprese aderenti a "Orgoglio Brescia", finanziatori e costruttori dell'opera. "Fieri di aver terminato prima delle scadenze".

E' pronto l'"Albero della vita", contributo made in Brescia a Expo2015 e simbolo dell'Esposizione che inaugurerà a Milano il Primo di Maggio. E' pronto in tutti i suoi 35 metri di altezza e i 42 metri di chioma, nel suo intreccio di 150 tonnellate di acciaio al carbonio con 240 metri quadri di larice siberiano.

Incredibilmente finito, fra i mormorii sui ritardi clamorosi degli altri cantieri di Expo, finito nonostante le polemiche e gli stop burocratici, le accuse (poi rientrate) di plagio, le prescrizioni dell’Anticorruzione. Un simbolo dell'Italia che si rialza nonostante tutto, vagheggia qualcuno.

L'enorme struttura si staglia al centro della Lake Arena di fronte a Palazzo Italia, nodo nevralgico di eventi e manifestazioni: in programma 1260 brevi spettacoli, effetti speciali e fuochi d'artificio accompagnati dalla musica che gli organizzatori hanno ritenuto potesse rappresentare bene il nostro paese nella grande Esposizione Universale: L'ombelico del mondo di Jovanotti, Mambo italiano interpretato da Sofia Loren, Caruso nella versione della coppia Dalla-DeGregori e Napulè di Pino Daniele. Durante gli eventi, uno all'ora per cinque mesi, l'albero fiorirà, illuminandosi e regalando giochi di luce e acqua, con getti alti fino a 30 metri.

Uno spettacolo imponente offerto a tutti i visitatori. La passerella che conduce all'interno della struttura però è riservata soltanto agli under 25: qui i più giovani potranno infatti scrivere su un tablet dei brevi pensieri rispetto al futuro e all'Italia che vorrebbero.

Circa 3 milioni di euro il costo della struttura, interamente sostenuti dal consorzio Orgoglio Brescia che comprende 19 tra enti e imprese del territorio bresciano. Il Consorzio spera di rientrare in parte dei costi grazie a sponsor e merchandising di gadget di questo simbolo dell'Expo milanese.

Sottolinea Marco Bonometti, presidente dell’Associazione Industriale Bresciana, che aderisce al consorzio: "Orgoglio Brescia e Aib hanno raccolto una sfida e l'hanno vinta, direi che soprattutto hanno saputo vincerla in anticipo, concludendo l'Albero della vita prima delle scadenze concordate".

Il primo Maggio non è ancora arrivato, ma già si pensa al futuro: cosa ne sarà dell'albero? Qualcuno spera resti a Milano, Prandini lo vorrebbe nella sede romana di Coldiretti. Sempre Bonometti di AiB interviene sostenendo che se Milano non lo vorrà, potrebbe tornare in territorio bresciano "magari al centro del quadrilatero delle autostrade, testimoniando il nostro saper fare".

E' il presente però, a riservare ancora incertezza: la corsa delle imprese che devono montare tutti gli effetti speciali necessari agli show è infatti appena cominciata.

 

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