Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Abiti e accessori contraffatti, sequestri per 135 milioni di euro

Blitz della Guardia di Finanza anche a Brescia e Nave: sequestrati migliaia e migliaia di capi contraffatti, in due diversi magazzini.

Un business milionario della contraffazione: sono ben due milioni le copie fedeli di abiti e accessori griffati finiti nelle mani della Guardia di Finanza durante i blitz messi a segno in ben 10 regioni italiane. Numeri davvero da capogiro, quelli dell'operazione 'San Paolo', condotta dai militari di Genova con il supporto dei colleghi di Brescia e Milano.

Nel corso dell’attività sono stati sequestrati, in 8 differenti blitz, oltre 2 milioni di prodotti contraffatti, per un valore di 135 milioni di euro, 1527 cliché, nonchè un plotter industriale, macchine da cucire, punzonatrici e denaro contante. Sei le misure restrittive della libertà personale - 5 divieti di dimora e un obbligo di firma-  emesse nel corso dei due anni di indagine e 110 le perquisizioni eseguite nei confronti di soggetti di nazionalità italiana, senegalese e cinese.

L’indagine ha interessato 10 regioni e 24 province ed è stata diretta a contrastare gruppi criminali di cittadini senegalesi, radicati principalmente nel territorio genovese e lombardo, di operatori economici italiani e di cittadini cinesi attivi nelle province di Brescia, Bergamo, Lodi e Parma. Stroncata l’intera filiera di produzione, importazione e commercializzazione di merce contraffatta che era destinata ai venditori abusivi che operano sulle piazze e sui lidi della Liguria ed in altre province italiane.
Due laboratori nel Bresciano

Nel Bresciano sono stati scovati due capannoni - uno a Nave, l'altro in città, nella zona di via Vallecamonica - dove sono stati recuperati ben 1.600 capi contraffatti. Si tratta di borse, giubbotti, abiti e maglie che venivano prodotti nei laboratori clandestini, ai quali venivano poi applicati bottoni, etichette e loghi - ovviamente falsi- delle marche più prestigiose. Nel corso delle perquisizioni sono stati scovati anche cinque clandestini, tutti di nazionalità senegalese: la loro posizione è al vaglio della Questura. Nei guai anche un italiano di 43 anni, trovato con 150 grammi di cocaina.

I laboratori costituivano una vera e propria rete di strutture appositamente allestite con mezzi, locali e know-how tecnologico, volta a sfruttare illegalmente l’utilizzo di marchi registrati a danno di aziende che operano lecitamente ed offrono possibilità di lavoro regolare e stabile.

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