Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca Via Guglielmo Oberdan, 77

Open: il fulmine a ciel sereno della calda estate bresciana

Primi bilanci dopo un mese di attività per i nuovi spazi dell'ex Caserma Papa di Via Oberdan. Tanta fatica ma tante soddisfazioni per il locale più chiacchierato di Brescia. Lo abbiamo già detto, tutti a ballare in caserma!

Un fulmine a ciel sereno nella calda estate bresciana, l’Open di Via Guglielmo Oberdan, l’ex Caserma Papa che dopo mesi e mesi di peregrinazioni (interne), restauri e rinvii ha preso finalmente nuova vita, e da circa un mese accende i week end di una città che non sempre è così viva, e non sempre accetta le novità senza aggrottare le sue pesanti sopracciglia. Sta di fatto che qualcosa di nuovo si muove, e la neonata Associazione Open (sei soci in piena attività, e una grande amicizia) prende per mano quello che era un casermone abbandonato da quasi 20 anni e lo rimette in pista, per davvero, un locale che in realtà ne contiene più di uno, un venerdì e un sabato mai uguali, e sempre diversi.

Ci è voluta molta pazienza, tanto lavoro e tanta burocrazia: prima la richiesta al ministero poi quella al demanio, le tante questioni amministrative (affitto compreso), le tante normative a cui bisogna ottemperare. Una piccola odissea: “Resteremo qua fino al 30 settembre – ci racconta Elena Paris, presidente dell’Associazione – Il nostro non è un locale stanziale, ma una manifestazione temporanea estiva. Questo è lo spirito Open, trovare realtà dismesse da tempo e rilanciarle, rimetterle a disposizione della città e dei cittadini. Per arrivare qui però ne abbiamo passate parecchie, dall’adeguamento della struttura fino alle diverse certificazioni, dal tetto all’R60 per gli incendi, tutti protette dal segreto militare, tutti documenti che abbiamo dovuto produrre noi, a un prezzo altissimo”.

Ma finalmente eccoli qua, Elena e Valentina della segreteria e dell’organizzazione, Diego responsabile del cocktail bar, Raoul responsabile tecnico audio e video, Enio direttore artistico, Andrea architetto e responsabile delle strutture. “Ogni socio ha una sua responsabilità – continua Elena –  ognuno di noi partecipa attivamente alla realizzazione del progetto. Il nostro non è un locale come gli altri, è uno spazio diviso in tanti format, alla ricerca dell’estetica dell’intrattenimento dove il bello sia evidente, per davvero”. Diviso per zone, e diviso anche in fasce orarie: il citato cocktail bar, l’area food & beverage, il Pic Expo dove al momento è allestita una piccola mostra fotografica che racconta per immagini la rinascita di Open, il nuovo Art Expo pronto ad ospitare “un sacco di artisti, e di ogni genere”, opere e invenzioni artistiche del territorio, e non solo.

“Fino alle 24 chiunque può entrare, fare un aperitivo, mangiare qualcosa. Dalla mezzanotte in poi il locale si trasforma, all’intrattenimento live si sovrappone il dj set, musica disco ma mai commerciale, una selezione particolare e mai banale”. Fino alle 4 del mattino, per pochi euro con una bella consumazione, sia il venerdì che il sabato. Il tutto in ottica sostenibile, con un arredamento che si compone di “tanto materiale che stava abbandonato in caserma”, e una divertente area recupero a cui chiunque può partecipare, “anche tu puoi costruire un pezzo di Open!”.

Trovare e recuperare realtà dismesse, rilanciare e rimetterle a disposizione dei cittadini. Lo statuto Open parla chiaro, i ragazzi hanno lavorato tantissimo, e sai che stress. Ma ora ne vale la pena, in fondo stiamo parlando di quel fulmine a ciel sereno che la città l’ha già riaccesa, veramente. Tutti a ballare in caserma!

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