Imprenditore ucciso a picconate: il cadavere trovato dopo sei anni

Uno dei tre sicari incaricati dell'omicidio dell'imprenditore Stefano Cerri ha finalmente parlato, svelando agli inquirenti dove era stato nascosto il cadavere. Il mandante è morto d'infarto lo scorso agosto: era ai domiciliari a Sirmione

Stefano Cerri

A oltre sei anni dall’efferato omicidio è stato finalmente recuperato il cadavere di Stefano Cerri, l’imprenditore milanese scomparso sul finire del 2008 e ucciso su commissione da parte di tre giovani dominicani, pagati dal grande accusato, Stefano Savasta, folle di gelosia per la storia d’amore tra Cerri e Iviana Siviero, impiegata con cui Savasta aveva condiviso 15 anni della propria vita, e da cui non aveva mai accettato la separazione.

Uno dei tre killer su commissione (tutti condannati all’ergastolo) ha ‘cantato’, ha detto davvero tutto. Ha raccontato agli inquirenti dove era stato nascosto e seppellito il cadavere di Cerri: in un’area boschiva tra Garlasco e Tromello, nella campagna pavese.

Ha poi svelato come è andata veramente: l’imprenditore in realtà non sarebbe dovuto morire. Avrebbe dovuto pagarla cara, prendersi una lezione che mai avrebbe potuto dimenticare. Ma stando al racconto del dominicano pentito, i tre rapitori avrebbero calcato un po’ troppo la mano, decidendo così di finirlo a picconate.

Dei tre sicari uno sarebbe ancora in fuga, mentre il mandante, Stefano Savasta, era stato ‘beccato’ a pochi mesi dal delitto. Solo pochi mesi fa avrebbe tentato ancora di scappare: agli arresti domiciliari a Sirmione, è stato visto per l’ultima volta alla stazione ferroviaria di Verona Porta Nuova.

La sua fuga però è finita a metà. Colpito da un infarto, poi trovato esanime dagli agenti della Polizia Ferroviaria. In tasca un documento falso, e oltre 10mila euro in contanti.

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