Cronaca

Simone Visani confessa: «Ho premuto io il grilletto»

Davanti al magistrato Michele Stagno, l'operaio alla Fassa Bortolo ha ammesso di avere ucciso l'ex amico Michele Peroni con un colpo di pistola alla nuca

Simone Visani, 27 anni di Calvisano, ha confessato l’omicidio dell'ex-collega Michele Peroni. “Sono stato io ad uccidere Michele”, ha confessato lunedì sera, dopo che, verso le 21,30, aveva chiesto di essere ascoltato.

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Trasferito dal carcere alla Procura, di fronte al magistrato Michele Stagno, l'operaio di 27 anni della Fassa Bortolo ha ammesso di avere ucciso l'ex amico Michele Peroni con un colpo di pistola alla nuca.

Secondo quanto riferito dal comandante provinciale dei carabinieri di Brescia, Visani ha confermato anche il movente: l'astio nei confronti di Peroni, motivato da rapporti interpersonali incrinati. Dalla confessione è emerso che Peroni era l'elemento trainante della comitiva e Visani si sentiva invece lo zimbello. Non si sentiva rispettato da quello che una volta era un grande amico, sia sul lavoro che in compagnia. Visani ha confermato anche la dinamica dell'omicidio: rientrato a casa dopo la fine del turno alla Fassa Bortolo, alle 22 è uscito dopo aver preso la pistola 357 Magnum del padre. Entrato in azienda dal retro ha aspettato Peroni, gli ha sparato, quindi ha tentato di sbarazzarsi del corpo gettandolo nel forno, senza però riuscirci a causa della tramoggia che si apriva automaticamente ogni mezz'ora. Durante la confessione, Visani avrebbe alternato momenti di lucidità ad altri di forte partecipazione emotiva.

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Confermata quindi la tesi degli inquirenti, secondo i quali "la rottura del preesistente rapporto di amicizia, gli screzi crescenti, l’isolamento di Visani nell’abituale ambito amicale, la disistima in ambito lavorativo - a differenza della stima goduta da Peroni, da poco beneficiario di un aumento di stipendio - e la derisione da parte dell’amico, delineano un movente omicidiario che, seppur assolutamente sproporzionato secondo i normali parametri di valutazione, appare plausibile alla luce delle peculiarità caratteriali dell’indagato".

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