Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

Ucciso a colpi di pistola mentre andava a fare la spesa: così è morto Michele

Il dramma di Michele, freddato da una banda di sicari in motocicletta

Michele Colosio

Brutalmente ucciso mentre stava andando a fare la spesa: un gruppetto di (probabili) sicari, in sella ad una moto, l'avrebbe avvicinato e crivellato di colpi di pistola, lasciandolo a terra agonizzante, in un bagno di sangue. Sono due le ipotesi al vaglio degli investigatori: una rapina finita male oppure un'esecuzione programmata. Ovvero: qualcuno voleva farlo fuori, forse per il suo impegno nella tutela degli ultimi e nella lotta alle ingiustizia. E' questo il pensiero condiviso da tanti amici e conoscenti. 

Il dolore di mamma Daniela

Una drammatica circostanza in cui ha perso la vita Michele Colosio, 42 anni e originario di Borgosatollo ma da una decina d'anni in Messico: è morto a San Cristobal de Las Casas, nel Chiapas. Qui sono già stati celebrati i funerali: la salma verrà cremata e a breve potrebbe rientrare in Italia, a disposizione dei familiari per la sepoltura.

“Non meritava di fare questa fine, era andato là solo per fare del bene”: lo dice Daniela Stanga, la madre di Michele, per tutti semplicemente Miguel. “Era uscito di casa per fare delle compere in un negozio poco distante – continua la mamma – Erano circa le 22, l'alba qui da noi. Qualcuno gli si è avvicinato e lo ha aggredito a colpi di pistola”.

La vita di Miguel in Messico

Prima di trasferirsi in Messico lavorava come tecnico di radiologia al Civile di Brescia. Negli ultimi tempi si era avvicinato al progetto “Casa di Salute”, cogestito dal Nodo Solidale e da alcune realtà territoriali. “Non si sa praticamente nulla, al momento, della dinamica della sua uccisione – scrive Radio Onda d'Urto – Michele Colosio era stato tra i fondatori della Critical mass di San Cristobal, dunque le compagne e i compagni lo hanno ricordato con una biciclettata. Miguel, in passato, è stato anche volontario della Festa di Radio Onda d'Urto nello stand Salamaia”.

La vicenda è seguita da vicino dal Ministero degli Esteri: “L'ambasciata d'Italia a Città del Messico, in stretto raccordo con la Farnesina – si legge in una nota – è in contatto sia con le autorità di polizia messicane per seguire lo sviluppo della vicenda, sia con i familiari della vittima, a cui sta prestando la massima assistenza”. 
 

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