Cronaca Via Valsaviore

Sparatoria e omicidio: i due killer hanno confessato

I due killer, l'indiano Singh Sarbjit e il pakistano Adnan Muhammad, hanno confessato di aver freddato i coniugi Seramondi lo scorso 11 agosto ed anche di essere i responsabili del tentato omicidio di Corri Arben, dipendente della coppia di commercianti bresciani, avvenuto lo scorso 1 luglio

Un frame delle telecamere di sorveglianza della pizzeria da "Frank" che ritrae l'ingresso dei killer

Prima ha freddato Francesco "Frank" Seramondi e la moglie Giovanna, poi, come se nulla fosse, è tornato sulla scena del delitto per concedersi di buon grado a cronisti e telecamere e denunciare il degrado e la poca sicurezza della zona.

È di Muhammad Adnan - pakistano classe '83 - la mano che ha premuto il grilletto del fucile a canne mozze utilizzato per uccidere Francesco Seramondi e Giovanna Ferrari. Un'arma che gli investigatori hanno ritrovato nel fossato che scorre in via Roncadelle a poca distanza dal luogo del delitto. Del fucile, come dei proiettili, dei vestiti e dei caschi integrali usati per non farsi riconoscere, il 32enne pakistano e il suo complice, un 34enne indiano, se ne erano liberati durante la fuga in scooter.

A mettere gli inquirenti sulle tracce dei due killer le impronte lasciate dall'indiano sulla vetrina della pizzeria gestita da Frank in via Valsaviore. Proprio questo elemento ha permesso di risalire a Sarabjit Singh, cittadino indiano di cui si erano perse le tracce da tre anni. L'uomo, che non aveva alcun collegamento con la famiglia Seramondi e con la loro attività commerciale, è stato rintracciato grazie ad una complessa attività d'intelligence a Casazza, nel Bergamasco. 

Gli investigatori non l'hanno mai perso d'occhio e durante un appostamento hanno assistito all'incontro, avvenuto alle 4 del mattino di domenica 16 agosto a Casazza, tra l'indiano e il pakistano, che aveva invece avuto rapporti con la famiglia Seramondi. Il 32enne era infatti proprietario del negozio Dolce e Salato che si trova di fronte alla pizzeria di Frank.

I due uomini si erano dati appuntamento per disfarsi dell'unica traccia che avrebbe potuto far convogliare le accuse su di loro: lo scooter, del quale le telecamere poste all'interno e all'esterno del locale dei Seramondi avevano ripreso brandelli di targa. Il mezzo era stato fatto a pezzi e la coppia di killer stava per distruggerli.  

L'intervento della squadra mobile ha permesso il ritrovamento del mezzo utilizzato per il delitto, i cui pezzi erano celati nell'abitazione e nell'auto dell'indiano, dell'arma e della vettura utilizzata, un 'Alfa, per l'agguato teso al dipendente dei Seramondi lo scorso primo luglio.

Immediato è scattato il fermo: i due sono stati interrogati per ore negli uffici della Questura di Brescia, hanno reso una piena confessione e sono stati tradotti nel carcere di Canton Mombello nella tarda notte di domenica.

Sono accusati di omicidio volontario premeditato ed anche del tentato omicidio di Corri Arben, il dipendende della pizzeria da Frank.  

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Sparatoria e omicidio: i due killer hanno confessato

BresciaToday è in caricamento