Cronaca

Ucciso a martellate e poi gettato nel fiume: la difesa chiede la scarcerazione

Sotto la lente del Tribunale di Brescia la richiesta degli avvocati difensori dei tre ragazzi mantovani accusati del brutale omicidio di Fausto Bottura, 49enne di Magnacavallo ucciso a martellate e poi gettato nel fiume Po

Toccherà al Tribunale del Riesame di Brescia esprimersi sulla richiesta degli avvocati difensori dei tre ragazzi mantovani accusati dell’omicidio di Fausto Bottura, 49enne di Magnacavallo ucciso il 3 dicembre scorso nel giardino di casa e poi gettato nelle acque del fiume in territorio di San Benedetto.

I tre giovanissimi – Massimo Bottura e Armando Esposito, di 19 anni, e Alessio Magnani di 18 – sono accusati di omicidio premeditato pluriaggravato e di occultamento di cadavere. Secondo l’accusa un piano architettato nei minimi dettagli: hanno atteso il rientro della vittima, uno dei tre gli chiede di accendere (per distrarlo), un altro lo colpisce con una mazza.

Lo trascinano nel retro, lo appoggiano ai sassi, lo colpiscono ancora con violenza inaudita. Il cadavere viene poi nascosto in un sacco nero, caricato su una Fiat Punto e infine gettato nel fiume.

Per i magistrati all’origine del folle gesto un doppio movente: un litigio familiare per un’eredità, Massimo Bottura è il nipote della vittima, oltre a screzi più generici, tra cui il risentimento dei ragazzi per le continue molestie operate da Fausto Bottura.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Ucciso a martellate e poi gettato nel fiume: la difesa chiede la scarcerazione

BresciaToday è in caricamento