Omicidio Giacomini, la confessione: "Uccisa a colpi di martello"

L'unico indiziato dell'omicidio di Federica Giacomini, il bresciano Franco Mossoni, pare abbia in parte confessato: l'ex pornostar di Desenzano uccisa a martellate, il suo corpo poi gettato nel lago di Garda

Federica Giacomini in una foto sul lago di Garda (fonte: Facebook)

La morte di Federica Giacomini fu conseguenza di un omicidio brutale, la cui cronaca fa rabbrividire. Il cranio sfondato a colpi di martello, la salma nascosta in una cassa di legno e poi gettata sul fondo delle acque del lago, sul Garda veronese. L’unico accusato l’ex compagno Franco Mossoni, bresciano oggi di 56 anni e che alle spalle aveva pure un altro omicidio, quando nel 1978 uccise un idraulico che lui considerava un rivale d’amore.

Il cadavere di Federica intanto venne recuperato tra Brenzone e Malcesine, in un caldo martedì dello scorso giugno. Già indagato per omicidio, Mossoni era stato ricoverato all’ospedale psichiatrico di Vicenza. Non per il presunto assassinio della Giacomini – conosciuta anche come Ginevra Hollander, suo nome d’arte nel mondo della filmografia hard – ma perchè fece irruzione in un ospedale armato e vestito da Rambo, seminando il panico tra medici e pazienti.

Pare che poche ore fa Mossoni abbia almeno in parte confessato. Chi lo ha ascoltato racconta di una sorta di delirio, tanto che pure la difesa avrebbe chiesto al giudice di considerarlo “parzialmente incapace di volere”. Questo il motivo che lo avrebbe spinto a compiere un gesto così brutale. Nella sua prima versione aveva raccontato di una tentata rapina in casa sua, quando si trovava con Federica, sua ex convivente.

Raccontava di tre albanesi armati, e che lui aveva fatto scappare a colpi di mazza. Nella sua ultima deposizione la storia viene ripetuta, aggiungendo però i particolari che a tratti valgono come una confessione. Ha ammesso di aver usato una mazza, ha raccontato di non ricordare come siano andate davvero le cose.

L’unica certezza, ha spiegato Mossoni, è che a un certo punto si è trovato il cadavere dell’ex compagna con il cranio sfondato. Il resto è storia nota, ma a ripeterla ancora incredibile. Si presentò sul Garda con un nome falso, si fa chiamare Franco Flakan. Qui noleggia una barca, convince il barcaiolo a portarlo in mezzo al lago per fare esperimenti di profondità con la sua sonda.

Si spaccia per un biologo marino esperto di oceanografia. Ma nella cassa che porta con sè di sonde manco l’ombra. Al suo interno infatti il corpo senza vita, ancora sporco di sangue, di Federica ‘Ginevra’ Giacomini. La donna che quasi sicuramente lui ha ucciso.  

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