La tragica fine di Francesca: picchiata e strangolata al parco pubblico

Non ha ancora un volto l’uomo che ha ucciso Francesca Fantoni, la 39enne di Bedizzole trovata morta al parco. Sentiti dai carabinieri tutti i ragazzi che, sabato sera, erano insieme a lei nel bar dov’è stata vista per l’ultima volta.

Francesca Fantoni (Fonte: Facebook)

Picchiata, strangolata infine trascinata in un angolo nascosto del parco, dove nessuno poteva facilmente accorgersi del suo corpo senza vita. Questa la tragica fine di Francesca Fantoni: brutalmente uccisa lo scorso sabato sera, a pochi passi dalla sua casa e all’ombra del Luna Park allestito nella piazza principale di Bedizzole. 

Gli ultimi istanti di vita 

Aveva solo 39 anni Francesca, anche se ne dimostrava molti di meno: affetta da problemi cognitivi, frequentava persone di gran lunga più giovani di lei. Tutti del paese. E proprio in compagnia di un gruppetto di 20enni è stata vista l’ultima volta. Erano le 20.30 di sabato sera, quando le telecamere interne del bar Le Terrazze di Bedizzole l’hanno inquadrata: rideva e scherzava con alcuni giovanissimi.

Il suo sguardo si è poi improvvisamente incupito all’arrivo di un altro ragazzo, con cui sembra aver avuto un secco scambio di battute. Insieme a lui è uscita dal locale che si affaccia su piazza Europa, dove in questi giorni è stato allestito il Luna Park. Proprio lì si sarebbero diretti e sarebbe stato poi trovato, in frantumi, lo smartphone della giovane di cui poi si sono perse le tracce.

A nemmeno 24 ore dalla denuncia di scomparsa, la macabra scoperta dei carabinieri: il cadavere di Francesca giaceva in un angolo del parco di via Aldo Moro, a nemmeno 100 metri di distanza da piazza Europa.

Le indagini 

Nelle ore successive al ritrovamento del cadavere di Kekka - così la 39enne era chiamata in paese - le indagini dei carabinieri si sono concentrate proprio sui racconti e sulle testimonianze delle persone che hanno condiviso con la giovane quelli che si sono poi rivelati essere i suoi ultimi istanti di vita. In caserma, a Desenzano, sono state ascoltate diverse voci, ma nessuno - ribadiscono con fermezza i militari - è stato interrogato.

I sospetti si concentrerebbero soprattutto su un 29enne del paese, anche lui affetto da problemi cognitivi, ma alla stato attuale il giovane - a lungo ascoltato dai militari che si sarebbero anche recati anche nella sua abitazione - non risulta indagato.  

Ignoto l’assassino, sconosciuto il movente, resta la profonda ferita di una comunità intera.  Una ragazza buona come il pane, così tutti descrivono Francesca: viveva con la madre e pochi anni fa aveva perso il papà per una malattia. Una famiglia conosciuta e stimata: per tanti anni il padre della 39enne aveva gestito la principale concessionaria del paese. 

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