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Foto di repertorio

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Ucciso a coltellate per un debito di droga: condannato a 17 anni

Prima condanna (con rito abbreviato) per il 30enne Manuel Rossi, accusato di aver ucciso (insieme alla fidanzata Giulia Taesi) lo spacciatore tunisino Riadh Belkhala, allo Zocco di Erbusco

Processato con rito abbreviato e condannato a 17 anni di carcere per omicidio volontario: questa la sentenza firmata dal giudice nei confronti di Manuel Rossi, il bresciano di Erbusco (oggi ha 30 anni) accusato di aver ucciso (insieme alla fidanzata Giulia Taesi) il tunisino Riadh Belkhala, in una strada sterrata di Zocco, alla periferia del paese. Ucciso addirittura con un'ottantina di coltellate, per un debito di 1000 euro.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti i due fidanzati avevano incontrato Riadh dicendo lui di voler saldare il debito pregresso, per l'acquisto di marijuana. Una volta lontani dall'abitato, sempre secondo l'accusa sarebbe stato Manuel a tenerlo fermo mentre la fidanzata Giulia lo colpiva con il coltello.

Il giovane ha sempre difeso la sua ragazza, negandole ogni responsabilità. Agli inquirenti ha raccontato di aver reagito solo per difendere Giulia dall'aggressione del tunisino. Una versione che non ha mai convinto la magistratura.

Adesso è arrivata la prima sentenza: Giulia Taesi sarà invece processata il prossimo settembre. Manuel Rossi invece è stato condannato a 17 anni di carcere, dovrà anche versare un risarcimento di 200mila euro. Sembra che quella sera i due avessero agito sotto effetto di cocaina.

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