Lacrime e rabbia per Frank e Giovanna: "Ci mancheranno i sorrisi"

Omicidio a Brescia, il giorno dopo: nel silenzio di una città che si scopre diversa il ricordo amaro di Francesco Seramondi e della moglie Giovanna Ferrari, freddati a colpi di pistola in Mandolossa

Ci sono volute parecchie ore per rendersene davvero conto. Qualcosa è cambiato, a Brescia: e non solo nella sua periferia più ‘calda’, ma in tutta la città. E’ morto Frank, e con lui la moglie Giovanna. Uccisi dai colpi di arma da fuoco di una coppia di killer in sella ad un motorino: manco nei film di Gomorra, o nei gangster movie americani.

Un pezzo di storia di Brescia che se n’è andato per sempre. Lui che sulla sua vetrata, nella arcinota pizzeria (ma con tanto di brioches calde) conosciuta soprattutto perché aperta di notte, scriveva ‘Nonostante tutto, e nonostante tutti, Frank ritorna sempre’. Adesso non tornerà più: strappato dalla vita dopo una lunga agonia, morto in ospedale poche ore più tardi della morte della moglie, Giovanna Ferrari.

In città e fuori ne parlano tutti. Anche sui social network il tam tam è inarrestabile. C’è pure un ‘meme’, una riproduzione della sagoma di Frank con i contorni blu, lo sfondo giallo e un drappo nero di lutto in alto a destro: ‘Me so Frank!’, recitano le poche parole rimaste.

A lanciare l’allarme per primo uno dei clochard che abita in zona: ma nessuno avrebbe visto gli assassini. E la Mandolossa si riscopre improvvisamente l’epicentro della malavita, organizzata o meno, gli spacciatori e le puttane, il giorno e la notte. Ora anche due spari, nel silenzio di una calda mattinata d’agosto. Hanno ucciso Frank, se lo sono portati via per sempre. Sulla pagina della sua pizzeria i messaggi si moltiplicano.

“Ti conosco da quando in un piccolo garage friggevi bomboloni, ha sempre avuto parole e sorrisi per tutti”. “Ogni notte impastavi e cuocevi le tue pizze, per sfamare noi che alle 3 o alle 4 o alle 5 avevamo fame, e sapevamo che su di te potevamo contare”. “Non c’è bresciano notturno che non sia passato almeno una volta a rifarsi la bocca dal tuo forno.  Grazie per ciò che hai fatto per noi”.

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