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Venerdì, 23 Febbraio 2024
Cronaca Marcheno

Condannato all'ergastolo per omicidio: "Così ha ucciso suo zio Mario"

Le motivazioni della sentenza

Condannato all'ergastolo (in primo grado) per l'omicidio dello zio: pubblicate le motivazioni della sentenza che prevede il carcere a vita per Giacomo Bozzoli, 37 anni. E' l'unico indagato (e ora condannato) per la scomparsa dello zio Mario Bozzoli, che aveva 50 anni quando è successo: era il titolare delle omonime fonderie di Marcheno e di lui non si sono avute più notizie ormai da oltre 7 anni (dall'8 ottobre 2015). Giacomo Bozzoli è stato condannato all'ergastolo, i suoi legali ricorreranno in appello ma lui nel frattempo resta libero: finirà eventualmente in carcere solo quando la sentenza diventerà definitiva.

Le motivazioni

La Corte d'assise ha depositato quasi 300 pagine di motivazioni. Nel corposo testo - firmato dal presidente della Corte, Roberto Spanò - si entra nel dettaglio di quelle che sarebbero state le dinamiche dell'omicidio, a partire dal presunto "agguato" che avrebbe colto di sorpresa Mario Bozzoli mentre lavorava con il muletto. In qualche modo sarebbe stato trascinato nel forno e qui fatto sparire, letteralmente bruciato: tutto questo coinciderebbe con la "fumata anomala" del forno di fonderia registrata alle 19.18.

Orari e complici

Tutto coinciderebbe, secondo i giudici, con l'ultimo incontro tra Giacomo e Mario, avvenuto alle 19.16. Premeditato? In fabbrica le telecamere - alla cui gestione aveva accesso anche Giacomo - sarebbero state girate verso "punti morti", così che non potessero riprendere altri movimenti. Nell'omicidio sarebbero stati coinvolti anche Giuseppe Ghirardini - l'operaio che venne trovato avvelenato a oltre 120 km da casa - e Oscar Maggi: per la Corte la loro sarebbe una "complicità", a cui si aggiunge la "connivenza" di Aboagye Akwasi detto Abu e di Alex Bozzoli, fratello di Giacomo.

La raccolta degli indizi

Non ci sono le prove più clamorose, come l'arma del delitto o il cadavere di Giacomo Bozzoli, ma una lunga serie di indizi disseminati qua e là e minuziosamente raccolti e interpretati da inquirenti e magistrati ha portato alla fine alla sentenza di ergastolo. Tra questi anche l'esperimento giudiziale in cui venne bruciato un maiale, per simulare la morte di un uomo e la distruzione del cadavere. I risultati avrebbero rinforzato le tesi dell'accusa. "Mario Bozzoli è morto assassinato all'interno della ditta di famiglia poco dopo le 19.15 dell'8 ottobre 2015", è quanto si legge nelle motivazioni.

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