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Lunedì, 16 Maggio 2022
Cronaca Borno

Donna fatta a pezzi, la svolta è nei tatuaggi: "Chi sa qualcosa, parli"

L'identificazione della vittima potrebbe arrivare grazie ai segni indelebili trovati sul cadavere

Potrebbe arrivare dalle scritte e dai disegni tatuati in diverse parti del corpo l’identificazione della donna uccisa, orribilmente fatta a pezzi e poi ritrovata a Paline di Borno in 4 sacchi dell’immondizia.

Almeno 11 i tatuaggi trovati sul cadavere, che è stato ricomposto nel laboratorio di Medicina Legale del Civile di Brescia. La svolta nel giallo potrebbe arrivare proprio da quelli: potrebbero portare all’identificazione di un corpo mostruosamente martoriato e reso praticamente irriconoscibil dall'assassino.

Segni indelebili che il killer non è riuscito a cancellare, nonostante abbia infierito con freddezza ed atroce crudeltà sul cadavere. Gli inquirenti si dicono fiduciosi anche se - a quasi 24 ore dalla diffusione della lista delle scritte e dei disegni - che è stato possibile individuare, non sarebbe ancora arrivata alcuna segnalazione utile alle indagini.

I risultati dell’esame autoptico

Stando a quanto ricostruito dall’esame autoptico la vittima era alta circa un metro e sessanta e pesava tra i 50 e i 55 chilogrammi. Capelli scuri ad incorniciare un volto reso irriconoscibile perché sfregiato con il fuoco o con dell’acido dal killer. Sulle unghie delle mani e dei piedi aveva uno smalto violetto, con dei glitter argentati.

Gli oltre undici tatuaggi

Numerosi, oltre 11, i tatuaggi trovati, che di seguito riportiamo: le scritte: "step by step” sulla caviglia destra; “wanderlust” sulla clavicola destra; “elegance is the” sulla schiena lato destro;  “be brave” sul gomito sinistro; “fly” sul polso destro; una “V” rovesciata sulla coscia destra; “VV” rovesciate sulla coscia sinistra; “te” sul dorso della mano sinistra. Inoltre aveva un disegno maculato sul gluteo sinistro. Tracce di altri tatuaggi restano sulla mano destra e  non si esclude la presenza di altri segni indelebili sul corpo della vittima.

L'appello degli inquirenti

La speranza di chi indaga è che chi conosceva la donna o qualche professionista del settore riconosca le scritte e si faccia avanti, fornendo informazioni utili. L'identificazione della vittima è infatti il primo passo di un’inchiesta complicatissima, “partita da zero” come gli inquirenti hanno più volte sottolineato.

Come detto, per ora nessuno si sarebbe messo in contatto con i militari di Breno, che indagano sulla vicenda, coordinati dalla Procura. Il giallo che inquieta la nostra provincia sembra quindi molto lontano dall’essere risolto.

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