Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca Brescia 2 / Via Corsica

Il lavoro in fabbrica, la tabaccheria di papà: la vita normale del killer di una notte

Ha confessato, Anthony Aiello: "Sì, sono stato io. Ma non volevo". La cronaca di una vita normale, rovinata per sempre dal gesto di un attimo: faceva l'operaio, il padre gestisce una tabaccheria a Brescia

Anthony Aiello

Ha confessato, Anthony Aiello: “Sì, sono stato io. Ho accoltellato io Yaisy Bonilla”. Ma se ne pente, tanto da essere scoppiato in lacrime quando ha saputo della morte del 21enne colombiano: “Non volevo, non volevo”. La tragedia è compiuta, nel male incontrollato di una notte mai così buia, alle porte del Disco Volante di Brescia.

Una lite degenerata, chissà per quali motivi: non c'entra la gelosia, almeno così dicono gli amici, almeno così dice anche Anthony Aiello. Il ragazzo ha 23 anni, vive da sempre a Gussago: una buona famiglia, mamma e papà e un fratello più grande.

Qualche problema con la giustizia, ma poca roba: storie di spaccio, tutto risolto. Si è diplomato agli Artigianelli, a Brescia, adesso lavora come meccanico industriale in un'azienda di Fornaci: prima era apprendista, adesso ha un contratto a tempo indeterminato.

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