Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca Marcheno

Mario Bozzoli gettato nel forno, ma per lo Stato è ancora una persona scomparsa

E la moglie chiede l'atto di morte

È una delle tante contraddizioni del giallo che da 9 anni tiene banco nel Bresciano: quello della morte di Mario Bozzoli. I giudici di Cassazione hanno messo la parola fine alla lunga e complessa vicenda processuale, condannando definitivamente, per l'omicidio e la distruzione del cadavere dell'imprenditore di Marcheno, il nipote Giacomo.

Morto ammazzato e gettato in un forno, quindi, per la giustizia. Per lo Stato italiano è invece ancora una persona scomparsa: la dichiarazione di morte presunta avviene, infatti, dopo che sono trascorsi 10 anni dal giorno cui risale l'ultima notizia dell'assente (in questo caso l'8 ottobre del 2015).

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Questo prevede la legge, ma i tempi possono essere accorciati in considerazione anche della recente sentenza di terzo grado. Tramite i suoi avvocati, Irene Zubani, moglie di Mario e attuale curatrice del patrimonio di famiglia, ha chiesto alla procura di accorciare l'attesa, dichiarando il decesso - di fatto con un anno di anticipo -  e la successiva distruzione del cadavere del marito, come stabilito anche dalla Cassazione.

Nessuna parola e nessun commento da parte della donna sulla clamorosa latitanza, che dura ormai da dieci giorni, del nipote Giacomo Bozzoli. L'unica e ultima richiesta, dopo che giustizia (almeno sulla carta) è stata fatta è che anche lo Stato riconosca e ammetta la morte di Mario per svariate ragioni, tra cui lo sblocco del patrimonio. 

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