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Cronaca Nuvolento / Via Carlina

Accoltellato in casa dalla moglie, shock in paese. I vicini: "Mai sentiti litigare"

Incredulità e dolore a Nuvolento. La testimonianza di alcuni vicini di casa

Risveglio shock per gli abitanti di Nuvolento. Il Comune bresciano di 3845 abitanti ai piedi della Valsabbia, nella serata di sabato 28 gennaio, è stato teatro di una tragedia familiare. Al culmine di una lite, scoppiata per ragioni da chiarire, Raffaella Ragnoli avrebbe afferrato un coltello da cucina e colpito alla gola il marito Romano Fagoni. Ferite profonde e letali che avrebbero reciso la carotide: all'arrivo dei soccorsi il 60enne era già morto. 

Una coppia conosciuta da tutti in paese. "Brave persone: riservate, ma disponibili ad aiutare all'occorrenza", così i vicini di casa descrivono il 60enne e la moglie 57enne, che è stata arrestata per omicidio. Nessuno immaginava che nell'abitazione (una cascina indipendente) di via Carlina potesse consumarsi un dramma di tale portata, per di più sotto gli occhi del figlio più piccolo, cha ha solo 15 anni. 
"È corso in strada, urlando a squarciagola e invocando aiuto, dicendo che la mamma aveva ucciso il padre", raccontano alcuni residenti della zona.

Interrogata dagli inquirenti, Ragnoli avrebbe ammesso le responsabilità e riferito di una clima familiare non proprio idilliaco, di litigi frequenti e piuttosto accesi. Nessuno, però, pareva essersi accorto delle tensioni tra i due, che erano sposati da oltre 20 anni.

"Abbiamo abitato a cinque metri dalla porta della loro abitazione fino a pochi mesi fa e non abbiamo mai avuto problemi con loro e mai li abbiamo sentiti litigare - racconta un ex vicino - . Persone per bene: alla 8 di sera abbassavano le tapparelle e la mattina successiva uscivano presto per andare a lavorare. Quando abbiamo ricevuto la notizia siamo rimasti a bocca aperta e ancora adesso fatichiamo a crederci".

Era la prima volta che i carabinieri entravano nell'abitazione dei coniugi: prima di sabato sera non erano mai stati chiamati a sedare discussioni. I primi accertamenti avrebbero anche escluso che ci fossero denunce pregresse per liti in famiglia, percosse o maltrattamenti.

Fagoni faceva l'operaio per una ditta di Ponte San Marco, ma un paio di mesi fa aveva perso il lavoro: "Ci diceva di non aver problemi economici - spiegano gli avventori di un bar del paese che la vittima frequentava spesso -  e sembrava tranquillo. Non lo abbiamo mai sentito parlare male della moglie ed era sempre cordiale e gentile: a una certa ora salutava tutti perché doveva rincasare, ci diceva che la moglie lo attendeva per cena e infilava l'uscita".
 

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