«La Minoranza è venuta a mancare», polemiche per i finti cartelli funebri

All'indomani del risultato elettorale, un fantomatico gruppo che si è firmato "La us del paes" ha fatto affiggere manifesti che stanno facendo discutere

Fonte: Facebook

Goliardia, cattivo gusto o gesto incivile e irrispettoso? Dipende dai punti di vista, certo è che tutti ne parlano. Succede a Nuvolento, dove nella notte tra mercoledì e giovedì, a distanza di tre giorni dall'esito delle amministrative che hanno riconfermato alla guida del Comune Giovanni Santini, sono stati affissi in paese dei manifesti che dichiarano la morte della minoranza. 

I soggetti destinatari del messaggio sono tutti coloro che, ufficialmente (in quanto ex candidati) o dietro le quinte (semplici sostenitori) hanno appoggiato la vecchia lista di minoranza "Nuvolento Civica". Sul manifesto sono scritti nomi e cognomi: Cristina Bazzoli, Roberto Bonzi, Elisa Padovani, Raffaella Bazzoli, Elena Mazzardi, Francesca Longhena, Doriano Bianchini, Angelo Pasini, Angelo Fusi e Pierluigi Tornaboni.

In paese, ovviamente, se ne parla moltissimo. Oltre ai tanti semplici cittadini che hanno espresso il loro pensiero (molti ritengono di cattivo gusto il gesto di scherzare su temi così importanti, per di più considerando che i manifesti sono stati affissi negli stessi spazi dove ci sono i veri manifesti funebri), il sindaco ha voluto prendere le distanze: «Come Sindaco del Comune di Nuvolento e anche quale responsabile della Lista Civica “Nuvolento Insieme” intendo esprimere solidarietà ai cittadini che sono stati oggetto di una vile, dannosa e inutile affissione che, forse volendo essere goliardica, è decisamente di pessimo gusto, inutilmente aggressiva e gratuitamente cattiva. Prendo le distanze, e con me tutti gli amministratori, collaboratori e simpatizzanti, da un gesto simile, da condannarsi senza se e senza ma. In queste settimane di campagna elettorale, in cui anche il sottoscritto (nonché familiari e amici) è stato più volte bersaglio di cattiverie e attacchi personali, ribadisco che mai si deve scadere nell’aggressione personale, anche solo di parole, e che il bene della comunità esige ben altro che questi veleni sterili che non portano a nulla. A tutti quelli che hanno a cuore il paese chiedo di cessare immediatamente questi gesti e di impegnarsi in prima persona a ragionare su contenuti e proposte, liberi e distaccati da qualsiasi attacco personale nei confronti di chiunque, ricordando che la dignità di ogni persona è sempre superiore a qualsiasi idea e posizione personale e non deve essere mai scalfita».

I destinatari del messaggio non si sono limitati alle parole, ed hanno deciso di rivolgersi ai carabinieri. Nei prossimi giorni potrebbero arrivare una denuncia per diffamazione o un esposto in Prefettura. 

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