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A causa delle nutrie crollano 20 metri di argine dell’Oglio

4mila esemplari censiti sul territorio comunale: tanti da far scattare l’emergenza e le maniere forti. Basterà?

Danni ingenti alle coltivazioni, alla vegetazione, ai canali irrigui e agli argini dei corsi d’acqua maggiori: il tutto provocato dalle nutrie. Succede un po’ ovunque nella Bassa, ma in particolar modo a Quinzano, dove negli ultimi giorni a causa dei roditori è addirittura crollato un tratto lungo venti metri di argine del fiume Oglio, come riportato stamane sul Giornale di Brescia. Il fatto ha spinto il primo cittadino ad annunciare misure straordinarie per il contenimento dell’invasione. 

Le nutrie sono viste dagli agricoltori come una vera e propria calamità, un flagello. Tutte le azioni messe in campo negli ultimi anni si sono rivelate più o meno fallimentari. Il sindaco di Quinzano, Andrea Soregaroli, ammette che d’ora in poi servirà fare di più per cercare di limitare la presenza delle nutrie, censita nella quota di 4mila unità nel suo comune. Il problema è di natura economica, legato ai danni alle colture, ma anche idrogeologica per i comuni dove ci sono grandi corsi d’acqua, come appunto Quinzano. 

Alcuni agricoltori colpiti dai danni ipotizzano in circa 10mila euro annui il costo della presenza dei roditori per le loro aziende, soldi che servono per il rifacimento dei canali e per la perdita di mais. 

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