Notte da dimenticare: bloccati per un’ora nel piazzale della pizzeria

Disavventura questa notte per due famiglie della provincia di Brescia con bimbi e donne in gravidanza: attardatisi a parlare all’esterno del locale, hanno trovato poi sbarrate le uscite. Sono intervenuti i Carabinieri di Salò

Una veduta di Salò (foto di repertorio)

Una serata che doveva essere di svago e divertimento si è invece conclusa con nervosismo e preoccupazione.
 

L’episodio ha coinvolto due famiglie della provincia bresciana, che hanno deciso di allietare il sabato sera con una pizza sul lago.
 

“Eravamo io e mia moglie incinta di sei mesi – racconta A. D., uno dei protagonisti della vicenda – e un’altra famiglia di amici, con mamma pure incinta di sette mesi e un bimbo di un anno e mezzo”.
 

La compagnia è arrivata nel locale attorno alle 22, e ha terminato la cena un paio d’ore dopo, attorno alla mezzanotte. Ma come spesso accade tra amici, il gruppo si è fermato a chiacchierare nella piazzola antistante l’entrata, dove stazionavano anche una coppia di turisti e un’altra famiglia.
 

Pian piano gli avventori hanno iniziato ad allontanarsi, e così pure il personale. “Alle 2.10 – prosegue A. D. – quando ci siamo accorti che oramai era tardi ed eravamo rimasti i soli, abbiamo deciso di riprendere la strada di casa”. Ma i cancelli, sia d’entrata che d’uscita, erano già chiusi con lucchetti.
 

“Non sapevamo che fare, così abbiamo chiamato il 112. Sono arrivati i Carabinieri di Salò, che ci hanno comunicato che se non fossero riusciti a contattare i titolari del ristorante, avrebbero dovuto richiedere l’intervento dei Vigili del Fuoco”. Fortunatamente poco dopo si è presentato un vigilante impegnato nel suo turno di controllo, in possesso delle chiavi. Alle 3 passate, così, le famiglie hanno potuto far rientro a casa.

“Siamo rimasti sconvolti – conclude A. D. – naturalmente in queste situazioni sale un po’ di nervosismo, e pi eravamo preoccupati che le donne potessero accusare qualche malore. Purtroppo nel locale non c’era nessun avviso relativo all’orario di chiusura, e nessuno ci ha avvisato di nulla”.

La notte è finita tra insonnia e irrequietudine. Ora le famiglie intendono esporre denuncia formale e si riservano di adire alle vie legali.

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