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Martedì, 28 Maggio 2024
Cronaca

Minacce, atti vandalici e armi: denunciati i promotori di un gruppo no vax

Perquisito un maneggio nel Bresciano: era il luogo dove i promotori del sodalizio si incontravano.

Identificati e denunciati dalla Polizia due promotori del gruppo no-vax 'guerrieri ViVi', in fase di oscuramento i loro canali di comunicazione in rete. L'indagine era iniziata nel novembre 2021 con la denuncia di 24 persone appartenenti al gruppo, nell'ambito di un'indagine partita dalle minacce al presidente di Regione Liguria Toti e al primario del reparto di malattie infettive dell'ospedale San Martino Matteo Bassetti. Gli accertamenti sono andati avanti e sono state svolte perquisizioni a Brescia, Verona e Matera delegate dalla Dda della Procura di Genova a carico di tre persone, di cui due indiziate di essere promotrici del sodalizio nell’ambito di un procedimento per associazione segreta e per istigazione all’interruzione di un servizio di pubblica necessità.

Nel mirino medici e politici

Il centro operativo per la sicurezza cibernetica della Liguria ha identificato i capi dell’organizzazione dopo mesi di indagini informatiche. L’attività di proselitismo e istigazione a delinquere del gruppo no-vax ha quotidianamente preso di mira rappresentanti istituzionali e appartenenti all’ordine dei medici attraverso commenti 'violenti', postandoli in maniera coordinata e ripetitiva sui profili social delle vittime, soprattutto di chi esprimeva opinioni a favore dei vaccini, imbrattando con scritte in vernice rossa le sedi di alcune Asl, di hub vaccinali, ospedali, ordini dei medici, scuole, sedi di alcuni sindacati e giornali. Con la fine delle restrizioni legate alla pandemia il gruppo aveva cambiato attività spostandosi su tematiche diverse, sistemi di pagamento, identità digitale, cambiamenti climatici e 5G, continuando ad attaccare in rete con lo stesso modus operandi, talvolta anche con minacce, chi esprimeva opinioni a favore dello sviluppo di tali tecnologie o tematiche. Gli attacchi venivano coordinati su gruppi telegram creati ad hoc e sugli stessi gruppi venivano poi pubblicizzate le incursioni, con immagini o screenshot di quanto vandalizzato.
Sono state create anche alcune sfide con cui i promotori invitavano gli adepti a compiere azioni illecite, come posizionare striscioni o adesivi ritraenti il logo del gruppo su sedi Istituzionali, in una sorta di gara che prevedeva un premio in bitcoin da assegnare all’autore dell’azione più eclatante.

Gli incontri in un maneggio del Bresciano

Le perquisizioni eseguite dagli investigatori del centro operativo per la sicurezza cibernetica di Genova, con l’ausilio degli omologhi uffici e delle Digos di Brescia, Verona e Matera, e il coordinamento del servizio Polizia postale e delle comunicazioni di Roma, presso le residenze degli indagati, i loro luoghi di lavoro e un maneggio in provincia di Brescia presso cui si incontravano, hanno consentito di acquisire evidenze informatiche di conferma dell’attuale operatività dei 'ViVi' e di ritirare cautelativamente sei armi comuni da sparo, in disponibilità degli indagati, regolarmente denunciate. È in corso il sequestro preventivo dei loro mezzi di comunicazione e propaganda in rete, emesso dal Gip del Tribunale di Genova.

Fonte: Genovatoday.it
 

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