Pranzi, feste e bottiglie in cambio di controlli facili: arrestati carabinieri e imprenditori

In manette il comandante dei Nil di Brescia Giuseppe Serio e l’appuntato Gianluca Schina: nell’inchiesta coordinata da Finanza e Carabinieri arrestati anche due imprenditori

Piazzale Arnaldo, dove ha sede il bar Belle Epoque di Nicola Pasina

L’inchiesta che fa tremare i palazzi e accende gli animi della Brescia bene, tra lavoro e movida, coinvolge anche alcuni rappresentanti delle forze dell’ordine: quattro le misure di custodia cautelare disposte dal giudice per le indagini preliminari Christian Colombo, nell’ambito delle indagini coordinate dal sostituto procuratore Ambrogio Cassiani e condotte da Guardia di Finanza e Carabinieri.

Sono due i militari arrestati, entrambi in forza al Nil, il Nucleo ispettorato del lavoro dei carabinieri di Brescia: si tratta del comandante Giuseppe Serio, 51 anni, e dell’appuntato Gianluca Schina, 47 anni. Insieme a loro in manette ci sono finiti due imprenditori, un ex carabiniere che oggi si occupa di sicurezza sul lavoro e Nicola Pasina, il giovane titolare di 33 anni del bar Belle Epoque di Piazzale Arnaldo.

Controlli facili in cambio di qualche regalo

Gli inquirenti avrebbero ricostruito un “giro” di regali – pranzi e cene, feste di compleanno, bottiglie di vino e altro ancora – da parte di baristi, gestori e imprenditori compiacenti per ottenere così in cambio la benevolenza dei militari in questione, che così avrebbero ammorbidito i loro controlli all’interno dei vari locali. Non solo: i due carabinieri arrestati spesso avrebbero avvisato i titolari di bar e ristoranti annunciando il giorno e l’ora dei controlli.

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Sono stati entrambi già sospesi dal servizio, e accusati di concussione, corruzione, rivelazione di atti d’ufficio e truffa. Le indagini e gli accertamenti sono proseguiti per circa un anno, a seguito di alcune segnalazioni. Non ci sarebbero mai stati pagamenti in denaro, ma solo regali. Nella gestione degli “affari” sarebbe coinvolto anche Benci, l’ex carabiniere, che si sarebbe occupato di fare da tramite tra gli imprenditori e i carabinieri del Nil.
 

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