Nel naviglio il cadavere di Nicola Gosetti: si indaga sul suo passato

Manca solo l'ufficialità per il riconoscimento del corpo senza vita presumibilmente di Nicola Gosetti, il 36enne di Prevalle scomparso da più di un mese

Mancano solo l'autopsia e il successivo riconoscimento da parte dei familiari per confermare che il corpo ritrovato mercoledì mattina nel Naviglio grande bresciano sia quello di Nicola Gosetti, il 36enne di Prevalle che risulta scomparso ormai da più di un mese e mezzo, dai primi giorni dell'anno. Risale al 7 gennaio scorso infatti la prima denuncia dei genitori, ai carabinieri di Nuvolento, in cui si riferiva del probabile allontanamento volontario del figlio, ma in circostanze sospette.

Sequestrate la casa e l'automobile

Fin dalle prime ore del ritrovamento del cadavere non ancora identificato, tra griglie e paratie della centralina idroelettrica di Via Fucine, il magistrato Katy Bressanelli aveva disposto il sequestro cautelativo dell'abitazione di Gosetti, e della sua automobile, una Volkswagen Golf che è ferma nel giardino di casa ormai da settimane. Gosetti abita al secondo piano della palazzina di Via IV Novembre dove vivono anche i genitori, Ezio e Graziella, e il fratello.

Le indagini sono state affidate ai carabinieri della Compagnia di Brescia e ai colleghi della Sis, la Sezione investigazioni scientifiche, con il supporto dei militari della stazione di Nuvolento. A confermare l'identità del corpo, per ora soltanto in via ufficiosa, sarebbero stati i tatuaggi che coinciderebbero con quelli di Nicola Gosetti. Il cadavere è stato recuperato in avanzato stato di decomposizione, segno che fosse finito in acqua da parecchi giorni.

Nessun segno di violenza sul corpo

Dai primi accertamenti medico-legali non risulterebbero segni di violenza: dunque le ipotesi potrebbero essere solo due, o la caduta accidentale oppure un gesto estremo. Ma tutto è possibile, anche per via delle inquietanti analogie tra questa vicenda e quella di Jessica Mantovani, la ragazza di 36 anni di Villanuova sul Clisi che il 14 giugno scorso era stata trovata senza vita nell'altra centralina di Prevalle, in Via dei Maressi.

Inizialmente si pensava a un suicidio: l'autopsia ha poi smentito però che Jessica potesse essere annegata. E una relazione medica avrebbe poi confermato segni evidenti di violenza come fratture al naso e alle costole. La Procura ha dunque aperto un fascicolo per omicidio volontario, con due persone attualmente iscritte nel registro degli indagati: Giancarlo Bresciani e Mario Zocca, entrambi di Prevalle.

In paese si dice facessero tutti parte di uno “strano giro”. Lo stesso che, saltuariamente o no, avrebbe frequentato anche Gosetti: già noto alle forze dell'ordine per piccoli episodi di droga. Il paese è piccolo: non è escluso che lui e Jessica si conoscessero. Del caso della sua scomparsa se n'è occupata anche la trasmissione “Chi l'ha visto”. I genitori, in attesa del riconoscimento ufficiale, chiedono rispetto e silenzio.

Dopo la scomparsa, l'appello dei familiari

L'ultima volta sarebbe stato visto all'alba del primo dell'anno: i familiari, tra cui il fratello che abita nello stesso palazzo, avrebbero riferito di alcuni rumori provenire dal secondo piano, dall'abitazione di Nicola. Nelle ore successive, quando sono andati a controllare, Nicola già non c'era più: prima di andarsene aveva però staccato il contatore della corrente, e lasciato a casa soldi e documenti. Anche il suo telefono cellulare (a cui non ha mai risposto) non è più stato trovato.

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I genitori nella denuncia avevano rivelato ai carabinieri delle preoccupazioni di Nicola dovute a qualche debito che non sarebbe più stato in grado di pagare. Non si era mai allontanato così a lungo, dicevano mamma Graziella e papà Ezio, e comunque quando capitava, per pochi giorni, si teneva sempre in contatto. L'ultima ad averlo sentito sarebbe stata la sorella, ma ancora la sera del 31 dicembre.

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