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Venerdì, 1 Marzo 2024
Cronaca Flero

Palloncini bianchi e neri per l'ultimo saluto a Nicola, morto sul lavoro a 28 anni

Centinaia di persone hanno gremito la chiesa parrocchiale di Flero.

La chiesa e il sagrato gremiti di persone e di dolore: la parrocchiale di Flero era troppo piccola per contenere lo strazio dei tantissimi amici, dei familiari, dei colleghi e degli ex compagni di squadra di Nicola Battagliola. L'ultimo commosso saluto al 28enne, morto in seguito a un drammatico infortunio sul lavoro, si è tenuto nel pomeriggio di ieri, lunedì 16 gennaio.

La bara di legno chiaro coperta da una corona di fiori bianchi, bagnata dalle lacrime dei genitori, della sorella e della fidanzata, le parole del parroco per cercare di dare conforto e invitare a pregare affinché "il sogno professionale di ognuno di noi non debba infrangersi, tramutandosi in lutti e in dolore".  

Nicola lavorava da pochi mesi all'azienda Gambazzi Srl di Poncarale: aveva lasciato la Givi di Flero, dove era precedentemente occupato, proprio per esercitare una professione coerente con gli studi fatti all'istituto Fortuny di Brescia. "Aveva coronato un sogno", ha sottolineato il sacerdote nel corso dell'omelia. Poi la tragedia, mercoledì pomeriggio: un nastro trasportatore si è capovolto e ha travolto il 28enne. Liberato a fatica, rianimato a lungo e trasferito d'urgenza al Civile. Fino al tragico epilogo, 24 ore più tardi.

Un ragazzo generoso, altruista, che aveva due grandi passioni: la moto e il calcio (in passato aveva giocato nel Rodengo Saiano). L'ultimo grande regalo di Nicola è stato salvare altre persone, attraverso la donazione dei suoi organi, come lui stesso avrebbe voluto.

Al termine della messa esequiale, il triste e tormentoso saluto sul sagrato della chiesa: ad attendere l'uscita della bara c'erano decine di giovani. E i palloncini bianchi e neri, come i colori della sua squadra del cuore. 

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