Cronaca

Minacce e roghi, estorsioni e associazione mafiosa: chiesti 70 anni di carcere

Quasi 20 persone a processo, tra loro anche quattro bresciani: per l'accusa facevano parte di una vasta organizzazione criminale legata alla 'ndrangheta

Foto d'archivio

Gli imputati sono addirittura 19: saranno processati a Brescia e Bergamo. Sono accusati a vario titolo di minacce, estorsioni, ricettazione e soprattutto associazione per delinquere di stampo mafioso: le indagini coordinate da Procura e Direzione antimafia avrebbero fatto emergere legami a filo doppio con esponenti della 'ndrangheta. Tra i 16 imputati ci sono anche quattro bresciani: due a processo a Brescia, Maurizio Cocca e Giovanni Condò di Villanuova sul Clisi (per cui l'accusa ha chiesto 4 e 5 anni di carcere) e due che saranno invece processati a Bergamo, Vincenzo Iaria di Gavardo e Domenico Lombardo di Rovato.

Le attività illegali dell'organizzazione

Facevano tutti parte dell'organizzazione che aveva allungato i suoi tentacoli nel settore dei trasporti e nell'attività di recupero crediti, il tutto condito con minacce, estorsioni e metodi mafiosi. A far scattare le indagini fu il rogo del 6 dicembre di quattro anni fa, in cui sarebbero stati coinvolti anche dei bresciani, quando in un parcheggio di Seriate, provincia di Bergamo, vennero dati alle fiamme ben 14 autoarticolati della Ppb Servizi e Trasporti.

Tutti gli imputati a processo

Le attività criminose dell'organizzazione erano concentrate in particolare nel Bergamasco, ma non sarebbero mancate “deviazioni” anche in provincia di Brescia. Questi tutti i nomi degli imputati finiti sotto processo a Brescia, con rito abbreviato: oltre ai citati Cocca e Condò anche Carmelo Camiti, per cui il pm ha chiesto 13 anni di reclusione, il figlio Michele Fabio per cui sono stati chiesti 8 anni, 6 anni e 4 mesi per il nipote Carmelo, 8 anni per Michele Scicchitani, 7 anni per Antonio Francesco Pizzimenti, 5 anni e 4 mesi per Antonio Settembrini, 5 anni per Anna Maria Franco e Antonio Rago, 4 anni e 6 mesi per Antonio Pizzi. A questi si aggiungono altri 8 imputati, tra cui due bresciani, che saranno processati a Bergamo.

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