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L'ospedale di Montichiari e il primario Claudio Mosca

L'ospedale di Montichiari e il primario Claudio Mosca

Farmaci letali a malati Covid: "Natale è morto a 61 anni appena entrato in ospedale"

L'inchiesta che scuote Montichiari fa tornare alla memoria la tragica vicenda di Natale Bassi: era appena stato ricoverato in ospedale, il giorno dopo la conferma del decesso

Abitava a Ghedi Natale Bassi, 61 anni, una delle vittime del presunto doppio omicidio volontario che viene imputato a Carlo Angelo Mosca, il 47enne primario facente funzione del pronto soccorso di Montichiari. Bassi era appena stato ricoverato in ospedale, la notizia del decesso arriverà il giorno successivo: per la Procura sarebbe stato proprio il dottor Mosca a indurre la morte del paziente, somministrandogli dosi di farmaci letali se non si fosse subito proceduto all'intubazione.

La testimonianza dell'amico Riccardo

Sul Giornale di Brescia la testimonianza di Riccardo Pasca, amico di famiglia di Natale Bassi, residente a Ghedi ed ex assessore a Bagnolo: “Quando stava male ho cercato di aiutarlo sollecitando i soccorsi – racconta – Una telefonata di 45 minuti, lo ricordo come ieri. L'ambulanza andò a prenderlo e venne ricoverato. In quell'occasione ci inviò un messaggio, fu l'ultima volta che lo sentimmo”.

Il dolore di moglie e figlio

Il giorno successivo, infatti, viene confermato il decesso: “Se n'è andato da solo, senza nessuno a tenergli la mano – continua Pasca – E ora questa indagine: una storia terrificante, disumana, che rigetta tutti in un dolore senza fine”. Natale Bassi, da tutti conosciuto come Lino, lascerà la moglie Maria e il figlio Massimiliano: “Una ferita che non si è ancora rimarginata e che mai si chiuderà definitivamente”, dicono i familiari. 

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