Cronaca

Muore senza eredi diretti: 2,5 milioni a lontani parenti, agli amici e al suo paese natale

All'apertura del testamento dell'ultimo di tre fratelli, una bella sorpresa per il Comune e per tanti amici mai dimenticati.

Contanti, dipinti e appartamenti nel centro di Milano: questa la ricchissima eredità che Gianfranco (Franco) Cinquini ha generosamente diviso tra lontani parenti, vecchi amici e il suo amato, e mai scordato, paese natale. La storia arriva dalla Bassa, da Orzinuovi, dove Franco nacque nel dicembre del 1939. Figlio di Angela e Rina, fratello minore di Evelina e Dolfino, Franco si trasferì a Milano con la famiglia negli anni 50. Nel cuore della città meneghina lavorò come garzone, assieme ai fratelli, in una macelleria della quale divenne proprietario qualche anno dopo. Negli anni del boom economico non era difficile accumulare piccole ricchezze, così Franco e i fratelli, nessuno dei quali si è mai sposato, hanno potuto coltivare la comune passione per l'arte, in particolare per i dipinti. Divenuti amici di Salvatore Fiume (nato a Comiso, in Sicilia, nel 1915 e morto a Milano nel 1997), hanno nel corso degli anni acquistato decine e decine di suoi quadri. 

Morto lo scorso 31 ottobre, Franco, l'ultimo fratello in vita, ha deciso di dividere la sua eredità tra i lontani parenti lasciati nel suo paese natale, alcuni amici, e il Comune stesso, destinatario di ben 94 dipinti di Fiume, un artista i cui quadri sono esposti nella Galleria d'Arte Moderna di Milano, all'Ermitage di San Pietroburgo, al MoMa di New York, al Museo Puskin di Mosca e nei Musei Vaticani. Ad Orzinuovi Franco Cinquini ci tornava spesso, per la fiera e per far visita agli ultimi amici. Ora riposa accanto alla madre e al padre, nel cimitero bassaiolo. 

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