Cronaca

L'Industria bresciana piange Attilio Camozzi

L'imprenditore si è spento all'età di 78anni nella sua abitazione di Polpenazze del Garda. Era entrato nel mondo del lavoro come tornitore ed ha costruito una multinazionale che attualmente conta più di 2000 dipendenti

Una vita di lavoro e fatiche valse la costruzione di una multinazionale da più di 2000 dipendenti. Il mondo dell'industria bresciana è in lutto per la scomparsa di Attilio Camozzi. Il cavaliere che amava le fabbriche e le sport  si è spento all'età di 78 anni nella sua abitazione di Polpenazze del Garda, sconfitto da una malattia contro la quale aveva combattuto per anni.

Camozzi aveva fatto ingresso nel mondo del lavoro come tornitore, poi  la svolta. Nel 1964,  con i fratelli Geromino e Luigi, fondò l'omonima azienda specializzata nella produzione di componenti per l'automazione industriale. Un'attività partita da Lumezzane e Polpenazze per estendersi, a partire dagli anni ottanta, in tutto il mondo. Attualmente il gruppo comprende 13 aziende -organizzate in 4 divisioni operative: Automazione, Macchine Utensili, Macchine Tessili e Manufacturing e Energia -  sparse in 75 paesi. Camozzi lascia la guida della multinazionale, che conta più di 2000 dipendenti, ai figli Ludovico, Marco ed Ettore e a sette a nipoti.  

Nel 2005 era stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere del lavoro e lo scorso anno, per pochi mesi, aveva ricoperto anche l’incarico di presidente dell’Automobil Club Brescia.  Nel 2009 il gruppo Camozzi aveva acquistato la Innse-Presse di Milano, un marchio storico in profonda crisi, salvandolo dal fallimento. 

Attilio Camozzi era un grande appassionato di sport e negli anni aveva sostenuto diverse squadre, atleti e manifestazioni della nostra provincia. Il suo gruppo è stato vicino a parecchi sodalizi sportivi del mondo del calcio, della Formula Uno, della pallavolo e del rugby. La camera ardente è stata allestita nella sua abitazione di via Tito Speri a Lumezzane, i funerali si svolgeranno lunedì. 

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