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La Loggia: "Nessun collegamento tra la morte di Tommaso e la notte del 14 febbraio"

Secondo la giunta comunale non vi è alcuna correlazione tra gli accadimenti dello scorso 14 febbraio e l'aggravarsi delle condizioni di salute che hanno portato alla prematura scomparsa del bambino

In questi anni l’Amministrazione comunale, insieme alla CGIL, ha fatto notevoli sforzi per la chiusura dei campi nomadi e così migliorare le condizioni di vita dei loro abitanti. Questo impegno ha condotto alla firma di un accordo condiviso, con i sindacati e naturalmente anche con gli ospiti del campo di via Orzinuovi. Un protocollo che sta permettendo il superamento dei campi nomadi e che sta favorendo l’integrazione a quanti intendono vivere onestamente nella nostra città.

Per questo corre l’obbligo di alcune precisazioni riguardanti la dolorosa e prematura scomparsa di Tommaso, bimbo di origine Sinti, spirato ieri agli Spedali civili di Brescia.

Non vi è, infatti, alcuna correlazione tra gli accadimenti dello scorso 14 febbraio e l’aggravarsi delle condizioni di salute che hanno portato alla prematura scomparsa del bambino.Il bimbo che quella sera è stato condotto per accertamenti in ospedale e che poi è stato subito dimesso, non era il piccolo Tommaso.Va ricordato inoltre che l'Amministrazione comunale, tramite la Polizia Locale, nella sera del 14 febbraio ha ripetutamente offerto alla famiglia in questione una collocazione temporanea alternativa per il bambino per le ore in cui la corrente sarebbe mancata. Proposta però rifiutata perché l’apparecchiatura (strumentazione consegnata dalle strutture sanitarie della città di Piacenza dove la famiglia è residente) che teneva in vita il piccolo Tommaso è dotata di propria autonomia di funzionamento indipendente da possibili blackout della linea elettrica comunale. Linea che sino alla sistemazione dell’impianto, lavori questi realizzati dal Comune, subiva abituali blackout dovuti ai continui allacciamenti abusivi.


“La precisazione è necessaria per evitare che la drammatica scomparsa di un bimbo possa da alcuni essere strumentalizzati – dichiarano gli assessori Rolfi e Maione - con l’intento di generare fraintendimenti e incomprensioni utili solo a rendere più difficoltoso il percorso, peraltro positivamente avviato, di chiusura del campo nomadi e di reale integrazione per quanti hanno deciso di vivere all’interno della comunità bresciana.”

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