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La rivoluzione Q-Cumber: «Un modo nuovo di intendere la sostenibilità»

A Montichiari la tanto attesa presentazione della prima tranche di dati derivati dallo studio di impatto ambientale Q-Cumber: in otto mesi 1604 segnalazioni e i primi risultati scientifici con correlazione alle nocività

Capisco di essere arrivato a Montichiari, da Lonato o da Brescia, quando comincio a sentire uno strano odore. Sensazione diffusa anche tra gli abitanti, sensazione che ora prende forma concreta e scientifica grazie allo studio d’impatto ambientale firmato Algebra srl e Giuseppe Magro, fortemente voluto dal Comitato SOS Terra e finanziato a sei mani in collaborazione proprio con la municipalità monteclarense. Ieri sera al Centro Fiera del Garda, nella Sala Scalvini, la presentazione ufficiale del primo stock di dati estrapolati da segnalazioni di cittadini e residenti dal 23 gennaio al 16 settembre 2012: come anticipato la cosa si fa grossa, i numeri anche, numeri che inseriti nel sistema (complesso ma adeguato) potranno in futuro servire per la consultazione e il controllo, l’analisi e la verifica, fino all’individuazione di azioni correttive.

E già prima dei numeri si comprendono le parole del sindaco Elena Zanola, che parla di Q-Cumber come un’autodifesa, “un valido strumento che ci consentirà di difenderci”, e ancor più le parole del presidente di SOS Terra Gianluigi Rosa che parla della “prima rete territoriale di cittadini per il controllo ambientale”, stanco come tanti compaesani di essere preso in giro, vedi i problemi di Vighizzolo e vedi quel camion carico di eternit non trattato che si è ribaltato poco tempo fa, su cui qualcuno ha detto una cosa e qualcuno un’altra, e che “questo studio è solo all’inizio, e i politici ora dovranno ascoltarci”.

In otto mesi ben 1604 segnalazioni olfattive, quasi 700 delle quali comprese tra ‘molto intenso’ e ‘insopportabile’, più di 200 ogni 30 giorni lungo tutti i 57 stressor (qualsiasi oggetto antropico costruito dall’uomo, insomma ogni tipo di sorgente emissiva) ubicati sul territorio di Montichiari. Un territorio martoriato, come ben sappiamo, che al suo interno contiene il 14% delle discariche di tutta la Provincia, quasi 30 volte la media bresciana, quasi 11 volte la media bresciana dei siti contaminati. “La nostra è un’analisi di rischio per area vasta – spiega proprio l’ingegner Magro – un approccio che in Italia purtroppo ancora non si era visto. Un sistema innovativo a partecipazione popolare che si fonda sulle dinamiche di interazione, sull’identificazione dei componenti di impatto specifici, sull’identificazione delle strategie di risposta fino ad arrivare a un vero piano di monitoraggio e controllo ambientale”.

La scienza come calcolo puro, in un sistema che tra algoritmi e affini riesce ad ottenere “una formula analitica generale della matrice degli impatti e dei rischi ambientali”. Un modello concettuale che cresce di complessità e dunque di precisione, fino alla compartimentazione di Montichiari in 36 aree, alla loro analisi tramite mappe graduate (ScoreMap), che ha come punto di forza la correlazione, tra le segnalazioni rilevate da Q-Cumber, i modelli delle giornate più critiche (quelle in cui le informazioni negative crescono parecchio), le campagne di misura dell’ARPA. “E i dati corrispondono – continua Magro – quando aumentano le segnalazioni aumentano anche le rilevazioni dell’ARPA su elementi come l’ammoniaca NH3. Ma non dimentichiamoci che il lavoro è ancora lungo, e che il 95% degli impatti ambientali non si vede. Questa è la nostra missione, rendere visibile l’invisibile”.

sala q-cumber-2Passando per l’analisi dello stato chimico delle acque sotterranee, che guarda caso a Montichiari raggiungono la classe 4, così come per lo stato ecologico di un fiume come il Chiese, anche qui livello 4 e anche qui stesso aggettivo, qualità scadente. In mezzo anche i post, quasi un centinaio di segnalazioni live degli utenti (la maggioranza in rosso, e dunque di potenziale pericolo) che valgono come un dossier permanente. Ancora il metodo scientifico che correla i dati, e allora si scopre che a Nord Est, o meglio a Vighizzolo, dove ci sono le cave e le discariche c’è pure il PM10, e gli impatti cumulativi si fanno sentire davvero, ma anche a Sud Est dove ci sono gli impianti di trattamento di rifiuti.

La stiamo forse facendo lunga, ma ne vale la pena. “Questo è il calcolo del termine d’impatto sull’insieme delle componenti ambientali, riferito all’insieme dei punti potenziali emissivi. Sembra davvero complicato – sorride Magro – ma stiamo trasformando quello che già pareva ovvio in elementi documentali, aspetti scientificamente formalizzati. Un calcolo specifico di tutti gli impatti cumulativi, per uno strumento territoriale che non è solo uno studio, è uno strumento vivo, e che non si ferma. Le aree caratterizzate da determinati impatti non potranno più essere trattate come prima, il sistema avviserà tutto e tutti quando qualcuno farà qualcosa qui, o là. E se qualcun altro non vorrà farsi controllare, allora sarà giusto che tutto il territorio lo sappia, e che ne tragga le giuste considerazioni”.

Lo avevamo già detto, questa è una delle 100 idee che potrebbero cambiare il mondo, almeno secondo il Governo britannico, Google, Cisco System. “La bandiera di un modo nuovo di intendere il rapporto tra aziende, cittadini, amministrazione e territorio. Un vastissimo sistema di controllo ambientale integrato, tra centraline, monitoraggi automatici e persone, con un obiettivo ambizioso, applicarlo prima all’intero Comune di Montichiari, poi alla Provincia di Brescia, poi a tutta l’Italia. Questa è la sostenibilità, la vera sostenibilità: un sistema dove la luce è sempre accesa, e finalmente ci guardiamo in faccia. Senza più nasconderci”.

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