Cronaca Via San Bernardino

Montichiari, un fungo nero si alza dal bitumificio: «Ecco un altro mostro»

In occasione dell'Earth Day riproponiamo una tematica 'scottante' che a Montichiari ha lasciato grande amarezza. Il bitumificio Vezzola e le sue emissioni: pochi giorni fa dal camino si leva "un fumo nero come la pece"

Foto © No Amianto a Montichiari

Un gelido silenzio, mentre attesa e puntuale si è levata quella nera esalazione, poco più di un paio di settimane fa: “Un fumo nero pece esce copioso dalla ciminiera di quella che la nostra sindaca EcoGreen ha definito un’innocua trituracalcinacci -  si legge su No Amianto a Montichiari – Chissà se prima o poi, oltre a fornire infantili e stizzite risposte sui giornali, il sindaco si degnerà di spiegare ai cittadini cosa accade effettivamente all’interno della Cava Vezzola”. L’impianto in questione è l’ennesimo a Montichiari, il paese noto per le sue discariche e che pure per primo sembrava aver dato una svolta al suo consumo tombale di suolo, partecipando attivamente al progetto Q-Cumber: si tratta del bitumificio Vezzola, di cui si discute da mesi e forse da anni, bocciato in principio dalla Provincia e poi invece, nell’ottobre scorso, autorizzato dalla Regione. Come tante, forse troppe volte.

“Quello che il sindaco Zanola – ancora No Amianto a Montichiari – aveva definito come un innocuo impianto per sminuzzare sassi ha preso forma ed è visibile a tutti sottoforma di una grande fornace, dotata di un grande camino che emette una grande quantità di fumo”. Praticamente lo si vede da tutte le parti, tangenzialina o strada secondaria. “Ci avevano rassicurato dicendoci che era un impianto per triturare sassi, ora ci troviamo con un impianto che scalda e produce bitume. Un impianto che produrrà una non precisata quantità di PM10, PM2.5 e schifezze varie che certo saranno al di sotto dei limiti normativi (e ci mancherebbe altro!), ma si sommano all’infinita di schifezze prodotte da tutte le attività e discariche adiacenti”.

Lo abbiamo scritto anche noi, ci si accorge di Montichiari non appena si sentono i primi odori. “Quale logica ha potuto permettere che questo mostro (il bitumificio, NDR) si accumulasse alla già drammatica quantità di stressor presenti in pochi kmq di territorio? Forse nessuna”. Un’amarissima constatazione: “Anche se la cosa più preoccupante è che nessuno dell’attuale amministrazione si sente in dovere di dare spiegazioni. Sull’argomento è calato un gelido silenzio”.

26.05.2013 010-2
Il bitumificio Vezzola - © No Amianto a Montichiari

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