Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

La rivincita di Mauro: non controlla mani e gambe, ma scrive poesie con il piede sinistro

Mauro Mondinelli è affetto da tetraparesi spastica da cerebropatia neonatale. A 17 anni ha perso l'uso delle gambe, poi il controllo delle mani, ma non hai rinunciato alla sua passione: scrivere poesie

Mauro Mondinelli

Quante cose vorrei fare senza mai fermarmi. Un coraggio è una fonte che dilaga su tutte le vie, una forza matura che accetta tutto.”  Sono alcuni dei versi scritti con i piedi, nel senso letterale del termine, da Mauro Mondinelli.

Una poesia che è il ritratto fedele del suo autore:  un uomo  che ha saputo accettare e andare ben oltre i confini della malattia - una tetraparesi spastica – con cui fa i conti da quando è nato. A 17 anni ha smesso di camminare, a 30 anche le sue mani hanno smesso di rispondere ai comandi,  ma non ha mai perso la fiducia e la volontà di superare ogni ostacolo. Non si è arreso da ragazzino, non l'ha fatto da adulto e non ha intenzione di farlo ora che ha 54 anni.

 La sua storia è un inno alla vita e un invito a superare confini e limiti, mentali e fisici che siano. Per Mauro comunicare non è mai stato semplice. Da sempre per raccontare se stesso, superare i momenti di sconforto e sfogare la rabbia scrive poesie. Parafrasando Gibran, la poesia è il salvagente a cui si aggrappa  quando tutto sembra svanire. 

"La parola è sempre stata una creatura aliena – ci racconta  – infatti, anche se da sempre riesco a parlare, mi comporta una gran fatica. Anche per chi mi ascolta non è facile, ma per fortuna c'è sempre la parola scritta. Ho cominciato ad usare la macchina da scrivere elettronica alla scuola speciale 'Centro Spastici' di Brescia, che ho frequentato per molti anni. Poi però la mano destra non funzionava più e così ho dovuto inventarmi la scrittura con il piede sinistro. All'inizio mi aiutavo posizionando una plastica con i buchi sulla tastiera, ma con un po' di allenamento sono riuscito a scrivere senza questo ausilio.”

Uno stratagemma del tutto personale che gli ha regalato autonomia e una routine quotidiana simile a quella di qualsiasi trentenne:  
 

"Verso i 32 anni ho voluto provare a vivere e lavorare fuori dal Centro Spastici. Con l'aiuto dei servizi sociali di  ho lavorato per alcuni anni tra il centro Raphael, il Comune e la Biblioteca di Montichiari come aiuto per l'archivio dati. Da tre anni ho però dovuto sospendere queste attività per alcune difficoltà fisiche legate alla schiena.”

Mauro è quindi tornato a dedicarsi alla poesia il suo profilo Facebook pullula di versi, molti dei quali dedicati alla sua musa: la madre Caterina scomparsa due anni fa. 

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