Naim è stato espulso, Sara si difende: “Prima bisogna capire di cosa è accusata"

Il trentenne è stato imbarcato mercoledì mattina su un volo diretto in Tunisia, in serata la 25enne ha incontrato i legali che la difenderanno: Ezio Bosio e Mattia Guarneri

Naim Sagrari e Sara Pilè avrebbero voluto partire insieme per la Siria per arruolarsi nelle fila dell'Isis. Erano pronti al martirio,  secondo l'indagine svolta dalla Digos della Questura di Brescia, che ha scoperto i piani e separato la coppia.  

Lui è stato rimpatriato in Tunisia mercoledì mattina, mentre la 25enne è nella villa di famiglia a Monticelli, con i genitori e i fratelli. Deve fare i conti con l'accusa di arruolamento con finalità di terrorismo e la sorveglianza speciale, misura che potrebbe essere ordinata a breve dal procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo, che ha ereditato il fascicolo dell'inchiesta. 

Anche se suo marito è lontano, lei continua a nascondersi dietro al Niqab, il velo nero che copre completamente il volto, ma vuole replicare all'accuse. Per questa ragione si è rivolta agli avvocati Ezio Bosio e Mattia Guarneri. Un incontro lampo, che si è tenuto mercoledì sera nella casa della giovane, fanno sapere i legali.  

"Ho accettato l'incarico –  conferma l'avvocato Ezio Bosio –  e voglio difendere Sara, ma prima devo capire di cosa sia accusata, al momento non ho in mano nessun atto e ho parlato pochi minuti con lei. È troppo presto per formulare una linea difensiva.”

Nelle mani degli inquirenti ci sono invece il computer e il telefono che sono stati sequestrati alla 25enne al fine di acquisire ulteriori prove.

Tra i famigliari della giovane, come tra amici e conoscenti, la sensazione è che Sara fosse fortemente condizionata dal fanatismo del marito, per amore del quale aveva abbandonato il proprio credo religioso, lasciando il posto di lavoro e votandosi al martirio. 

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