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Condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione lo stalker che la scorsa estate avrebbe perseguitato una giovane donna bresciana, residente a Monticelli Brusati

Foto d'archivio

E' stato condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione, con rito abbreviato e dunque con la riduzione di un terzo della pena, il 36enne cremonese (ma residente a Lodi) accusato di atti persecutori (stalking), danneggiamento e incendio: tutti reati sintomo di una furia che si sarebbe scatenata nei confronti di una donna bresciana, residente a Monticelli Brusati, con cui aveva avuto una breve relazione.

Un'escalation di violenza, secondo l'accusa, dal momento della rottura del loro rapporto. Tutto sarebbe successo in poche settimane, la scorsa estate: la prima denuncia della donna per stalking, poi la sua Fiat Panda data alle fiamme, infine pure un “blitz” sul luogo di lavoro.

Taniche di benzina per appiccare gli incendi

Le indagini dei carabinieri hanno permesso rapidamente di individuare elementi a conferma delle accuse. In particolare, taniche di liquido infiammabile nella disponibilità dell'indagato, testimonianze dirette e immagini delle telecamere di videosorveglianza.

La magistratura inizialmente aveva chiesto una condanna di 3 anni: l'imputato ha scelto il rito abbreviato, e come detto è stato condannato a 2 anni e 8 mesi. Per la giovane donna, vittima di stalking e violenza, è davvero la fine di un incubo. Cominciato in una maniera assurda: la loro storia, infatti, era durata solo un paio di settimane. Poco più di 15 giorni per scatenare una furia ingiustificabile.

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