Marito geloso, moglie rinchiusa in casa e picchiata davanti al figlio

Una storia di violenza dalla provincia vicentina, interrotta grazie all'intervento della comunità bengalese bresciana: cosa è successo

Schiava del marito, e dei suoceri, obbligata a stare chiusa in casa quando l'uomo andava al lavoro, libera di uscire solo quando e come voleva lui, e sempre e soltanto al suo fianco. Nel mezzo anche tante angherie, le minacce e le botte anche davanti al figlioletto: le violenze sarebbero proseguite per almeno un anno. Ma dopo tanta sofferenza, adesso l'incubo sembra finalmente finito.

Lo scrive Bresciaoggi, che racconta la storia di una giovane donna (e madre) di 34 anni, originaria del Bangladesh e in Italia da circa un anno: per tutto questo tempo sarebbe stata come “imprigionata” nell'abitazione del marito e in quella dei suoceri, tra Vicenza e Torri di Quartesolo.

La mobilitazione bresciana

La mobilitazione ha coinvolto anche la comunità bengalese bresciane: proprio grazie alla segnalazione di alcuni bresciani, che a loro volta avevano raccolto l'allarme lanciato dai parenti della giovane donna, che abitano a Manchester, sono partiti gli accertamenti e le indagini che ai primi di febbraio hanno portato all'allontanamento della donna, alla sua “liberazione”.

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La 34enne e il suo bambino di soli 4 anni sono stati trasferiti in una comunità protetta. Contestualmente la Questura ha raccolto la sua denuncia, e avviato un'attività d'indagine per maltrattamenti in famiglia. L'accusato è ovviamente il marito, su cui sono in corso i dovuti accertamenti. Ma anche i genitori dell'uomo sono attenzionati dalle forze dell'ordine, per il “sostegno” dato al figlio negli ultimi mesi. A scatenare la rabbia (ingiustificata) dell'uomo sarebbero stati motivi di gelosia.

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