Venerdì, 12 Luglio 2024
Cronaca Temù

"Commesso un orrore, la mia vita è devastata: non lo perdono"

Il padre e la madre di Mirto Milani in tribunale

In aula non l’ha nemmeno salutato, forse nemmeno guardato negli occhi: dai giorni della sua confessione, non è più andata a trovarlo in carcere. Martedì in tribunale si è avvalsa della facoltà di non rispondere, come prevede la legge per i parenti di primo grado degli imputati: alla sbarra in questo caso c’è Mirto Milani, 29 anni, accusato dell’omicidio dell’ex agente di Polizia Locale Laura Ziliani di Temù, che sarebbe stata uccisa da Milani con la complicità delle figlie della donna, Paola e Silvia Zani.

La lettera della madre

La madre di Mirto come detto si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Poche parole, sferzate dalle lacrime: al contempo ha consegnato uno scritto, poi letto dal presidente della Corte d’Assise di Brescia Roberto Spanò. “L’orrore commesso da mio figlio – è il contenuto della lettera – ha completamente devastato la mia vita, quella di mio marito e dei nostri figli. La sofferenza causata da Mirto è arrivata in un momento delicato della mia vita perché stavo combattendo un tumore e una grave depressione. Quando Mirto ha confessato quello che aveva fatto, mi è crollato il mondo addosso. Da quel giorno ho deciso di non andare più a trovarlo”.

Il saluto del padre

Anche il padre di Mirto Milani si è avvalso della facoltà di non rispondere. Prima di abbandonare l’aula ha però salutato il figlio con un buffetto sulla nuca: prima e dopo, il silenzio. Il processo ora si aggiorna il 18 settembre prossimo: saranno discusse le perizie psichiatriche disposte nei confronti dei tre imputati. Laura Ziliani è morta a 55 anni: scomparsa dall’8 maggio del 2021, è stata ritrovata senza vita a Temù nell’agosto successivo. Sarebbe stata avvelenata e poi soffocata: tutto questo, secondo l’accusa, per un movente economico.
 

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