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Cronaca Urago Mella

"Mi aiuti, mio marito mi ha bruciato": la telefonata shock di Mina, morta a 45 anni

Uccisa dal marito che le avrebbe dato fuoco in casa

“Mi aiuti, mio marito mi ha bruciato. Sono in Via Tiboni 12, per favore mi aiuti. Chiamami l'ambulanza, ti prego. Io sono bruciata”. E' la telefonata shock al 112 di Mina Safine la sera del 20 settembre di un anno fa: stava chiedendo aiuto dal suo appartamento di Urago Mella, solo pochi attimi prima – secondo quanto ricostruito dagli inquirenti – il marito Abderrahim Senbel, oggi 55enne, le aveva dato fuoco rovesciandole addosso dell'alcol. La donna, 45 anni, morirà sette giorni più tardi nel reparto Grandi ustionati dell'ospedale Villa Scassi di Genova.

L'audio della telefonata è stato reso pubblico nel corso del processo che vede Senbel, marito della donna, come unico imputato (l'udienza è stata aggiornata alla fine di gennaio): accusato di omicidio volontario, da tempo è rinchiuso nel carcere milanese di Opera. C'era anche lui in aula: in lacrime ha negato ancora una volta le sue responsabilità, dicendo che sarebbe stata la moglie a cercare di togliersi la vita.

Avvolta dalle fiamme per più di mezzo minuto

La circostanza non ha mai convinto la pubblica accusa: la tesi del pm sarebbe stata confermata sia dagli esiti dell'autopsia che da ulteriori perizie e approfondimenti medico-legali, che non avrebbero trovato nessun riscontro all'ipotesi di autolesionismo, sostenuta da Senbel. Quest'ultimo le avrebbe versato l'alcol tra il petto e la testa, dandole fuoco: la donna riporterà ustioni su oltre il 90% del corpo, ma anche lui sarà costretto a un ricovero in ospedale per ferite alle mani e alle braccia. La povera Mina Safine sarebbe rimasta avvolta dalle fiamme per più di mezzo minuto.

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