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Il Metrobus di primavera: il colosso bresciano alla prova del nove

Sessanta giorni per il pre-esercizio, in attesa del nulla osta della Commissione Interministeriale: ci sarà da aspettare ancora, sui tempi precisi nessuno si sbilancia. L’odissea del Metrobus, il giorno dopo l’ultima Commissione

Che fretta c’era maledetta primavera, la canzone del Metrobus bresciano tra lavori da ultimare e stazioni da rivedere, ma l’aria forse è quella giusta: non si conoscono ancora gli esatti termini temporali dell’apertura al pubblico e dell’avviamento, intanto ieri pomeriggio la nuova riunione della Commissione alla Metro dedicata, presieduta da Nicola Gallizioli, nella sede dell’ATI di Sant’Eufemia, proprio accanto al deposito dei trenini. Che sia un passo avanti oppure no questo è da verificare, qualche dato (e qualche data) sembrano però emergere, in presenza di una vasta gamma di ingegneri (Pozzani, Arini, Merlini..) e dell’architetto Sabati che di sicuro è quella che ne sa più di tutti per quanto riguarda i lavori ancora in corso.

Qualche domanda di rito ma non per questo non necessaria, poi le dovute relazioni: Alessandro Triboldi ripercorre i passaggi salienti dell’avvio del pre-esercizio, tra cui le “pietre miliari”, il nulla osta su sicurezza e norme antincendio, poi assicura che “i lavori, anche se non completamente ultimati, sono residuali e non ostativi”. Di date certe solo i 60 giorni del citato pre-esercizio, al via dallo scorso 21 dicembre durante il quale si svolgono “la dimostrazione di piena funzionalità, la verifica delle procedure, la messa in servizio del materiale rotabile, la certificazioni USTIF, il completamento dei collaudi”, poi alla (vera) conclusione dei lavori di cantiere il rodaggio commerciale, infine il verbale di consegna.

Metro: da Reggio Calabria arriva l'ultimo treno


In attesa del parere finale della Commissione Interministeriale (e qui si contano i giorni) che potrà arrivare anche senza il compiuto resoconto del pre-esercizio, poiché si riferisce “al sistema in termini di progettazione e al lavoro della Commissione sulla sicurezza” di novembre, in attesa del via libera del Ministero dei Trasporti e dell’USTIF. “Si spera nei 60 giorni”, è l’opinione comune, mentre qualcuno chiede del SA Service Avaliability, la misura scientifica delle “mancate partenze”, o di una presunta penale in caso di ritardi ma sulla quale “non vi sono previsioni in termini economici”.

Poi un ‘salto’ nelle varie stazioni ancora da ultimare: la Prealpino inaugurata entro il 26 gennaio ma, aggiunge l’architetto Sabatti, “la fine dei lavori è prevista per metà marzo”; la Casazza che verrà inaugurata sabato; la stazione FS in cui si ragiona sul “progetto esecutivo del tunnel”, per il quale Brescia Mobilità esprime un parere di “rilevanza primaria rispetto alle funzioni del nodo stazione”; la più critica Poliambulanza, la cui data di riferimento è il giugno del 2013 ma che in tempi ben più brevi, continua Sabatti, dovrebbe “consentire almeno l’accesso pedonale nell’area Nord, mentre non è garantito l’accesso carrabile”; quella di SantEufemia, pronta per il prossimo marzo ma con “lavori attivi in diverse zone” e un ritardo imprevisto dovuto al “rinvenimento di materiale di rifiuto”, e chissà che rifiuti; San Faustino appena cominciata (obiettivo maggio 2013) e alcune richieste della Soprintendenza “per omogeneizzare le diverse strutture emergenti rispetto allo storico dell’area”, infine Vittoria, di gran lunga la più costosa (si sfiorano i 5 milioni di euro), un’opera in quattro fasi tra cui “l’intero rifacimento della piazza, ancora in fase d’appalto”.

Un giro sulla Metro - © Francesca Torricelli


Certezze ancora no, dunque meglio “concentrarsi sulle operazioni che permettono l’accesso e l’usufrutto alla gente”: i mille giorni annunciati tre anni fa adesso sono appena di più, ma stavolta sembra mancar davvero pochino. “L’amministrazione non ha mai voluto sbilanciarsi sui tempi – nota Gallizioli – ma la città da questa grande opera si aspetta moltissimo”.

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