Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

Alfianello, 131 anni dopo: il meteorite che sconvolse la Bassa

Una roccia spaziale di due quintali e mezzo cadde nelle campagne di Alfianello il 16 febbraio del 1883: da allora la leggenda accompagna la Bassa, mentre i frammenti del meteorite sono stati venduti in tutto il mondo

Un frammento del meteorite, battuto all'asta agli inizi del '900

Il 16 febbraio 1883, alle ore 2 e 40 minuti dopo il mezzogiorno, ad Alfianello, circondario di Verolanova, provincia di Brescia fu udita una spaventosa detonazione, seguita da un rumore paragonabile a quello di un treno ferroviario saltellante sulle rotaie, e da un sordo tonfo. Le invetrate delle finestre delle case a un miglio intorno tremarono: a Brescia, a Cremona, a Piacenza, a Mantova, a Verona, si penso' allo scoppio d'una polveriera; da Capriano del Colle al Ponte della Gazza alle Fornaci, avvenne nel suolo un movimento sussultorio come per terremoto. Un contadino, che si trovava a raccogliere legna a 150 metri di distanza, e che allo spaventevole rumore, al traballamento improvviso del suolo, cadde a terra tramortito, pensando "si subissasse il creato", narra, che, avendo levato gli occhi al cielo, vide una massa caderne, seguita da un pennacchio di fumo, e simile ad un fumaiuolo divelto da un tetto. Altri notarono una lieve commozione nel sottile strato di nubi che in quell'ora copriva il cielo..

Lo raccontano così le cronache di allora, questa a firma di Ferruccio Rizzati e datata 1906, quel boato incommensurabile che accompagnò un primo pomeriggio insolito per la Bassa Bresciana. Una meteora gigantesca cadde nel cuore della campagna di Alfianello, provocando stupore e paura: da allora la cronaca si è fatta leggenda, e ancora oggi affascina curiosi ed appassionati.

Proprio domenica si è celebrato infatti il 131mo anniversario della caduta del meteorite, comunemente chiamato “bolidino”. Una roccia enorme piovuta dal cielo, dal peso di due quintali e mezzo, su cui hanno indagato scienziati ma pure santoni, e i cui ‘pezzi’ sono stati venduti ed esposti in tutto il mondo, o quasi.

Dal Vaticano agli Stati Uniti, i frammenti ora giacciono tra musei e collezioni. E ancora vengono venduti all’asta: a prima vista un sasso un po’ strano ma dall’enorme valore scientifico, alcuni dei quali ‘battuti’ anche per migliaia e migliaia di euro.

A quasi un secolo e mezzo dall’insolito avvenimento, l’attualità lo ripone in primo piano. Tanto che dai social network qualcuno ancora ringrazia, e qualcun altro suggerisce che al “bolidino” di Alfianello venga dedicato un monumento.

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