Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Drogata e stuprata dal marito, giovane abortisce dopo la violenza

Una storia terribile che arriva dall'alto Mantovano: l'uomo sta affrontando il processo, mentre la giovane vittima sta cercando di ricostruirsi una vita dopo anni di violenze e soprusi

Prima l'avrebbe sedata, poi l'avrebbe violentata, mettendola incinta. Quando lei ha deciso di mettere fine a quella gravidanza, avrebbe pure cominciato a minacciarla di morte e a insultarla pubblicamente su Facebook. Per questo ragioni ora è finito alla sbarra e rischia una condanna piuttosto pesante. 

Una vicenda terribile che arriva da Medole, comune dell'alto Mantovano, e che ha per protagonista una giovane donna e il marito di religione mussulmana. I fatti risalgano a una sera del dicembre 2011. Secondo l'accusa,  l'uomo, che spesso trascorreva le notti fuori casa, sarebbe rientrato all'improvviso e avrebbe preteso un rapporto sessuale con la moglie. 

La giovane donna si sarebbe opposta, così lui le avrebbe fatto ingerire una sostanza, probabilmente una droga, per renderla inerme. Dopo averla stordita, l'orrore dello stupro.

Quando la donna si accorse di aspettare un bambino, prese una decisione difficilissima: non portare a termine quella gravidanza, per non mettere al mondo un figlio frutto della violenza e della sopraffazione, e la storia tra i due finì.

Lui non si rassegnò: avrebbe cominciato a minacciare di morte la moglie, umiliandola pubblicamente su Facebook, pubblicando fotografie e frasi ingiuriose. Una vita distrutta, quella della giovane donna: anni di violenze e sopraffazioni l'hanno resa troppo fragile, tanto da dover rinunciare ai due figli avuti in precedenza con quell'uomo. I piccoli sono stati affidati a un'altra famiglia, ma vedono regolarmente la loro mamma.

Una spirale di violenza che ora la giovane donna e i suoi famigliari rivivono in un'aula del tribunale. La sentenza è attesa per il prossimo 25 giugno.

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