Cronaca

Calci e pugni, frustate, poi gli sputi in faccia: "Se non abortisci ti uccido"

A processo il 41enne di Medole che per più di due anni ha picchiato e maltrattato la giovane moglie. Quando lei era incinta l'avrebbe pure frustata con la cintura

L'incubo è durato per tre lunghissimi anni, nella casa in cui vivevano insieme: picchiata, maltrattata, insultata e ferita, ferita più volte. La triste storia di una giovane donna alle prese con le angherie del marito, un uomo di 41 anni di Medole che a breve finalmente finirà a processo. E' accusato di violenza, lesioni aggravate, maltrattamenti e altro ancora: ha picchiato la sua donna anche quando era incinta.

Non voleva che lei partorisse, non voleva avere il bambino: l'ha costretta ad abortire a suon di minacce e botte. Tanta violenza, troppa violenza: calci sulla schiena quando lei era a terra, perfino le frustate con la cintura dei pantaloni, gli insulti, gli sputi. “Se non abortisci, ti uffido”, le avrebbe detto.

Quella volta lei è finita in ospedale con quasi due mesi di prognosi, ma non è stata la prima volta, e nemmeno l'ultima. Altro episodio al limite: la ragazza di nuovo in ospedale, questa volta con ferite da coltello. In preda a chissà quale raptus, il marito violento pare abbia cercato addirittura di farle lo “scalpo”.

E quante volte, troppe volte a calci e pugni, sperle, colpi proibiti allo stomaco e non solo. Una vita d'inferno, una storia che sarebbe andata avanti a lungo, per più di due anni: dalla fine del 2012 ai primi anni del 2015, quando l'uomo viene fermato dai carabinieri, allontanato dalla donna che non ha mai amato, e che ha sempre picchiato.

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