Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

Obbliga la moglie incinta a strisciare sul pavimento, poi calci, pugni e frustate

L'uomo non voleva che la moglie partorisse, convinto che quel figlio non fosse suo

Foto d'archivio

A Medole, piccolo Comune del Mantovano a pochi chilometri dalla nostra provincia, un uomo di 50 anni è stato condannato a due anni di reclusione per l'accusa di maltrattamenti e lesioni nei confronti della moglie.

Secondo quanto ricostruito dai giudici, il 50enne avrebbe dapprima minacciato la moglie, "se non abortisci ti ammazzo", poi l'avrebbe obbligata a coricarsi a terra, facendola strisciare sul pavimento e colpendola con calci e frustate (usando una cintura), pugni in testa e alla pancia.

L'uomo non voleva che la moglie partorisse, perché convinto che quel bambino non fosse suo. Le violenze sono durate non solo nel periodo della gravidanza, ma dal dicembre 2012 al gennaio 2015.

Il 21 giugno 2013 la donna aveva poi deciso di interrompere la gestazione e, a seguito dell'ennesime percosse, era stata ricoverata in ospedale con una prognosi di 20 giorni. Oltre ai maltrattamenti, l'uomo è stato condannato per lesioni aggravate, che potrebbero aver influito gravemente sulla vita del nascituro.
 

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