Tangente da 60.000 euro per evitare i controlli: imprenditore rischia 6 anni

Hanno già patteggiato il luogotenente della Finanza e la consulente fiscale coinvolti nella vicenda: per l'imprenditore Mauro Sala chiesti 6 anni di carcere

La sentenza è attesa per metà gennaio: la pubblica accusa, rappresentata dal sostituto procuratore Roberta Panico, per l'imprenditore edile Mauro Sala ha chiesto 6 anni di carcere. E' accusato di corruzione in quanto avrebbe versato una tangente da 60mila euro al luogotenente della Guardia di Finanzia Antonio Romano, in servizio alla caserma di Chiari. Soldi che avrebbero dovuto “interrompere” un controllo fiscale che avrebbe sicuramente messo nei guai Sala e la sua azienda.

Sarebbe questo l'episodio più eclatante di una maxi-inchiesta che coinvolge in tutto 13 persone, indagati a vario titolo per corruzione, favoreggiamento, rivelazione di segreto d'ufficio, false dichiarazioni. Alcuni di loro hanno già patteggiato: tra questi proprio il finanziere Romano, 4 anni e 4 mesi, e Natalina Nolli, titolare di uno studio di consulenza fiscale a Castrezzato e che avrebbe organizzato le operazioni per arrivare alla tangente.

Nel lungo elenco degli indagati, che potrebbero essere processati nelle prossime settimane, anche il comandante della Polizia Locale di Castrezzato, Matteo Olivari, un altro finanziere in servizio alla caserma di Chiari, Antonio Piccolo, il finanziere in pensione Marco Gisonna, la consulente Claudia Vezzoli, collaboratrice di Noli, il commercialista Giorgio Passeri.

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