Caos condomini, spariti nel nulla 3 milioni di euro: amministratori a processo

A cinque anni dallo scandalo al via il processo per Matteo Cavellini e Alessia Scalvini, amministratori condominiali accusati di appropriazione indebita per oltre 3 milioni di euro

Foto di repertorio

Del caso anni fa se ne erano occupate anche le cronache nazionali, compresa la Rai: un “buco” da tre milioni di euro, soldi che sarebbero stati sottratti alle casse di numerosi condomini bresciani, sia in città che in provincia. Gli autori del “furto”, o meglio dell'appropriazione indebita (è questa l'accusa a processo) sarebbero gli ex amministratori condominiali Matteo Cavellini e Alessia Scalvini.

Quasi cinque anni dopo lo scandalo il processo ha preso il via: la prima udienza è durata più di sei ore. L'iter giudiziario prevede una nuova convocazione in estate, il 25 luglio prossimo. Secondo l'accusa, i fatti – e quindi l'appropriazione indebita di denaro – risalirebbero al 2010 e al 2011, poi emersi nel 2013 con il via alle indagini.

All'epoca Cavellini e Scalvini amministravano più di 150 condomini: a Brescia città e non solo, fino al lago di Garda. E da quei 150 condomini, certo non da tutti ma da qualcuno sì, sarebbero “spariti” fino a 3 milioni di euro.

“Condomini truffati e infuriati”, scrivevamo all'epoca. Al processo sono dieci le parti civili che si sono costituite. Tra gli ammanchi più significativi si segnalano il Millennium Palace di Brescia, oltre 400mila euro, e sempre a Brescia il complesso Valotti, più di 300mila.

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