I bresciani non si vogliono più sposare... soprattutto in chiesa

I dati Istat sui matrimoni bresciani: in dieci anni quasi 1000 cerimonie in meno. Nel 2013, per la prima volta, il sorpasso dei riti civili rispetto a quelli religiosi

Mille matrimoni in meno, e in un decennio, e per la prima volta nella provincia bresciana un sorpasso storico: nel 2013 il numero dei matrimoni civili ha superato quello degli sposalizi in chiesa. Il segno inequivocabile che qualcosa è cambiato, anche a Brescia, città ‘bianca’ per eccellenza. Dove però il sorpasso era già avvenuto tre anni fa.

Lo scorso anno, intanto, in tutta la provincia 3547 matrimoni: di questi, 1791 con rito civile e ‘solo’ 1756 con cerimonia religiosa, in chiesa. Rispetto a dieci anni fa 1183 matrimoni religiosi in meno, con un crollo in percentuale che arriva a sfiorare il 50%.

Ma la crisi delle ‘vocazioni’ colpisce anche i matrimoni con rito civile, in calo di oltre 200 unità in meno di cinque anni. Il cosiddetto tasso di nuzialità infatti, la quota dei matrimoni ogni mille abitanti, è sceso dal 3.9 del 2004 al 2.8 del 2013.

Poi, la provincia: praticamente solo a Desenzano e Lonato ci si sposa di più, con dati in crescita rispetto agli ultimi anni. In generale, un piccolo grande crollo: e ci sono Comuni, ma tutti al di sotto dei 5000 abitanti, in tutto il territorio sono addirittura 28, dove nel 2013 non si è celebrato nessun matrimonio. Manco uno.

I dati Istat entrano nel dettaglio: la stagione preferita per sposarsi rimane la primavera, con picchi di celebrazioni tra maggio e giugno. Anche se il mese più gettonato è ancora settembre, con 686 matrimoni in un anno, quasi uno su cinque.

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