Senza lavoro da anni, vuole fare il cocchiere per mantenersi, ma la Loggia lo vieta

Mario Salvoni, 64enne disoccupato di Travagliato, si era reinventato come cocchiere, tornando sui banchi di scuola e investendo tutti i risparmi per acquistare e mantenere le cavalle e le carrozze, ma la Loggia gli ha negato l'autorizzazione. "Vivo con pochi spiccioli, chiedendo la carità ai preti, quando potrei mantenermi facendo il lavoro che ho sempre sognato di fare"

Mario Salvoni © Bresciatoday.it

BRESCIA. Come fa ogni giorno da ormai tre anni, Mario Salvoni arriva alla cascina abbandonata che confina con la chiesa di San Giuseppe Lavoratore, al villaggio Violino, in sella alla sua bicicletta blu. In quel fienile e nel grosso prato custodisce il suo tesoro: due cavalle - Stella e Kira - ed altrettante carrozze. Lo spazio, di proprietà della Curia, gli è stato concesso per iniziativa della segreteria del Vescovo, lui l'ha ripulito e lo tiene in ordine.

Stella e Kira sono le uniche risorse che Mario, 64enne disoccupato di Travagliato, possiede, ma che non può far fruttare. A vietarglielo è la Loggia, che gli ha negato la licenza da cocchiere, a 10 di distanza dalla sua richiesta.

"L'hanno tirata per lunghe, sono anni che chiedo il permesso per far portare la gente in carrozza - sbotta Mario, mentre dà da mangiare alle sue cavalle- ho tutti i documenti in regola, ma solo pochi mesi fa mi hanno detto che le carrozze a Brescia non possono circolare. Ho il morale a terra, vivo con pochi spiccioli, chiedendo la carità ai preti, quando potrei mantenermi facendo il lavoro che ho sempre sognato di fare.  Ho investito tutto quello che avevo per sistemare le carrozze, curare le cavalle e adesso mi dicono che non posso svolgere la mia attività.  Ma cosa faccio di male con i miei cavalli? Non inquinano e non sporcano."

L'odissea burocratica di Mario, che vive nelle case dell'Aler di Travagliato, è cominciata nel 2004. Archiviati anni di lavori saltuari come manovale e ambulante, aveva deciso di trasformare la passione per i cavalli nella sua professione, diventando un cocchiere. Con i risparmi e l'aiuto di un industriale, Gianfranco Bonomi, si era comprato i cavalli e le carrozze e aveva avviato l'attività ad Ospitaletto. L'allora sindaco del comune alle porte della Franciacorta non aveva battuto ciglio concedendogli la licenza. "Ma non lavoravo molto - spiega Mario - alla gente di paese queste cose non interessano, così ho bussato alle porte di alcuni comuni del Lago di Garda, ma non mi hanno dato il permesso".

Infine, la decisione di rivolgersi a palazzo Loggia, sicuro che in città avrebbe trovato le persone in grado di apprezzare il fascino di un mezzo di trasporto d'altri tempi. Le procedure, però, non sono semplici e comincia il via vai dagli uffici di via Marconi. Mario fa tutto quello che gli viene richiesto, compreso tornare sui banchi di scuola per conseguire la licenza media, requisito necessario per svolgere una professione.

"A 54 anni suonati ho fatto i miei corsi serali e mi sono preso la licenza, ho dovuto perfino studiare il francese! Poi ho fatto l'esame di cocchiere, dopo un po' di tentativi ho passato anche quello, mi sono iscritto alla Camera di Commercio, ho pagato la targa e l'assicurazione. Avevo anche già concordato il percorso: partenza da piazza Paolo VI poi  via Mazzini, corso Magenta, piazzale Arnaldo e via dei Musei.  Insomma, ho fatto tutto quello che dovevo fare, ma non mi è stata concessa comunque la licenza. All'inizio mi hanno detto che bisognava fare un bando pubblico, ma non capivo che senso avesse, visto che ero l'unico che aveva avanzato tale richiesta. Ma io non mi sono arreso, con l'aiuto di un avvocato ho portato avanti la mia causa."

Sforzi vani, perché un documento, datato luglio 2014,  redatto dal Settore Mobilità, barriere architettoniche e trasporto pubblico del Comune, nega la concessione di qualsiasi autorizzazione «per l'attività di noleggio con conducente mediante veicolo a trazione animale». 

"Ma io non mi arrendo - dice Mario fissando negli occhi Kira, la puledra che aveva scelto per trainare la carrozza - chiederò i danni al Comune,  presenterò ricorso al Tar ed andrò anche a Bruxelles davanti alla Corte di Giustizia Europea, se necessario. Non ho un lavoro e non ho una pensione, non voglio fare il barbone. Ho studiato, ho fatto tutto quello che mi hanno chiesto di fare, ho speso tutti i miei risparmi per fare il cocchiere e non posso farlo, mentre chi è senza licenza porta in giro gli sposi duranti i matrimoni. Non è giusto"

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